banner header
Log in

E' risorto non è qui

Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la vostra fede

(1 Corinti 15,14.17s)

Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana la vostra fede” allora “voi siete ancora nei vostri peccati” e “ anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti

 

La fama di questo affresco si diffuse solo a partire dal XIX secolo, tanto che lo scrittore britannico Aldous Huxley  la definì addirittura “la più bella pittura del mondo”.

E fu proprio grazie a queste parole che, durante la Seconda Guerra Mondiale,fu possibile un piccolo grande miracolo: il capitano inglese Anthony Clarke, a cui fu ordinato di bombardare Sansepolcro, interruppe il fuoco, ricordandosi  proprio delle parole di Huxley e dunque risparmiò il borgo dalla distruzione al fine di preservare la celebre “Resurrezione”.

Piero raffigura ed eterna ciò che non è mai stato descritto, né ha testimoni: il momento esatto in cui Cristo esce dal sepolcro. La tenue luce del cielo ci dice che è l’alba. In basso quattro soldati romani che dormono (in quello a capo scoperto si è pensato di scorgere un autoritratto del pittore). Dal sarcofago parte la base di un’immaginaria piramide, il cui vertice è l’aureola di Gesù.

Un Gesù la cui maestosa figura divide in due parti il paesaggio sullo sfondo: quello a sinistra, spoglio e invernale; quello a destra, estivo e verdeggiante, a simboleggiare la vita dopo la morte.

Piero era un grande studioso della prospettiva, tanto da averle dedicato un trattato (“De prospectiva pingendi”). Qui però sembra sbagliare i calcoli: i soldati e il sarcofago sono visti dal basso, Cristo invece è frontale. Quello che sembra un banale errore è invece un effetto voluto: Cristo, infatti, non risponde alle leggi terrene, vive oltre la morte. D’altro canto la resurrezione stessa non è qualcosa che va contro qualsiasi logica umana?

Il sarcofago marmoreo sembra un altare, lo stesso in cui poco prima si è consumato il sacrificio e che ora vede l’Agnello trionfare, con un piede piantato sulla morte. La figura di Cristo è bella, atletica come una statua greca, regale. E’ quasi tangibile, esiste, non è un’anima che vaga nel cielo, ma è nel mondo.

Nella mano destra, il vessillo crociato, emblema del suo trionfo. E’ un Cristo-Re  con in mano il suo scettro, è il Signore oltre il tempo e lo spazio, oltre il peccato e la morte.

In basso un mondo prigioniero del sonno e del peccato. A questi uomini che dormono, non è dato vedere il miracolo. Si può decidere di chiudere gli occhi davanti al Mistero, privarsi della felicità e continuare a camminare a tastoni. Sono loro i veri morti!

Questo Cristo scopre i segni della Passione sul suo corpo. Sono appena percettibili, però, come fossero ferite in via di cicatrizzazione. Sembra dirci che la sofferenza, sì, ci segna, fa parte di noi, anzi, di più, contribuisce a farci diventare quello che siamo, ma il passato doloroso può essere trasfigurato.

Sei rivestito di una grande libertà: davanti alle tue morti, puoi decidere di rimanere a marcire nel sepolcro, piangendo sui tuoi errori e lamentandoti delle disgrazie. Oppure puoi sollevarti, venirne fuori, vittorioso, ergendoti fiero sulle tue debolezze, facendone occasione di forza. Con Gesù puoi!

Questo Cristo pianta i suoi profondi occhi dentro i nostri e sembra dirci: “Eccomi! Che ti avevo detto?! Io mantengo le promesse… Sono qui, ora,e sono con te, tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Con me puoi risorgere. Ci credi?”

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Ultima modifica ilSabato, 03 Maggio 2014 00:57
  • Opera: RESURREZIONE - Affresco
  • Autore: Piero Della Francesca
  • Periodo: 1450-1463
  • Luogo: Museo Civico , Sansepolcro (Arezzo)
Anita La Tanza

Anita La Tanza, 33 anni, terziaria francescana sposata con Carmine. Nata a Taranto, vivo a Santa Maria degli Angeli (Assisi).  Sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali ed ho sempre lavorato in questo campo. Credo che l’arte sia una finestra sull’Infinito e che, come tale , si possa “meditare”. Parafrasando Giovanni Paolo II, posso dire che, grazie ad essa, « la conoscenza di Dio viene meglio manifestata e la predicazione evangelica si rende più trasparente all'intelligenza degli uomini ». 

Altro in questa categoria: La cena di Emmaus »



Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?