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La fiducia in Dio

In te, Signore, mi sono rifugiato...

L’opera fu commissionata dalla marchesa Rosa Trivulzio, madre del celebre collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli. La nobildonna, rimasta vedova nel 1833, chiese a Bartolini una statua che comunicasse il suo totale abbandono nella fede dopo la perdita del marito.

Con una straordinaria semplicità lo scultore è riuscito a rendere tangibile un concetto astratto come quello della fiducia in Dio, modellando una giovane donna che prega seduta.

Bartolini, artista controcorrente, che per le sue opere attingeva direttamente allo studio del reale, riesce a rappresentare una donna vera, che porta con sé tutta la forza e l’ autenticità della sua storia e che ci insegna con quale atteggiamento stare davanti a Dio.

E’ seduta sulle proprie gambe, come chi è stanco anche di stare in ginocchio, perché ha già troppo supplicato. O come chi cerca una posizione comoda perché prevede una lunga orazione.

E’ completamente nuda, senza protezioni o maschere, perché è davanti ad un Padre di cui non avere paura e a cui ci si deve presentare senza niente per ricevere tutto.

Le mani, l’una nell’altra, non sono intrecciate ad implorare con forza, ma abbandonate come quelle di chi dialoga e attende.

Le spalle,  abbassate sotto il peso di un dispiacere, piegate in avanti come dopo un forte sospiro, dicono l’impossibilità di trovare una soluzione al dolore attraverso mezzi umani.

La testa è inclinata da un lato, in ascolto, e gli occhi, senza rabbia, sono rivolti verso l’Alto. Questa giovane non guarda le sue mani, non è chiusa in se stessa, non si chiede più il motivo di ciò che è successo. La linea del suo corpo sinuoso si modella sotto l’azione di un Amore nuovo, si apre tendendosi verso il Cielo, verso una speranza senza fine.

Dalle sue labbra socchiuse intuisco un bisbiglio…Mi sembra che reciti un salmo….

(Sal 31)

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
per la tua giustizia salvami.

Porgi a me l'orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi accoglie,
la cinta di riparo che mi salva.

Tu sei la mia roccia e il mio baluardo,
per il tuo nome dirigi i miei passi.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.

Mi affido alle tue mani;
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele. [...]

Esulterò di gioia per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le mie angosce;
non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai guidato al largo i miei passi. [...]

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
nelle tue mani sono i miei giorni»..

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Ultima modifica ilLunedì, 28 Luglio 2014 07:59
  • Opera: Fiducia in Dio - Marmo (93 x 43 x 61 cm)
  • Autore: Lorenzo Bartolini
  • Periodo: 1833 - 1836
  • Luogo: Museo Poldi Pezzoli, Milano
Anita La Tanza

Anita La Tanza, 33 anni, terziaria francescana sposata con Carmine. Nata a Taranto, vivo a Santa Maria degli Angeli (Assisi).  Sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali ed ho sempre lavorato in questo campo. Credo che l’arte sia una finestra sull’Infinito e che, come tale , si possa “meditare”. Parafrasando Giovanni Paolo II, posso dire che, grazie ad essa, « la conoscenza di Dio viene meglio manifestata e la predicazione evangelica si rende più trasparente all'intelligenza degli uomini ». 

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1 commento

  • Paolo Morandi
    Paolo Morandi Lunedì, 30 Marzo 2015 19:34 Link al commento

    Non posso certo condividere queste del tutto irreali "interpretazioni artistiche"!
    Infatti non esiste persona, che si porrebbe in preghiera: "Completamente nuda, senza protezioni o maschere, perché è davanti ad un Padre di cui non avere paura e a cui ci si deve presentare senza niente per ricevere tutto"...
    Iniziamo così e finiamo col permettere la famosa "opera d'arte" della rana in croce, esposta per molti mesi a Bolzano.




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