banner header
Log in

La visitazione

Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

(Lc 1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Tutto lo spazio della tavola è occupato dalle figure imponenti di Maria ed Elisabetta raffigurate nel momento dell’incontro (che qui però non avviene in casa di Elisabetta, ma sull’uscio).

L’atmosfera dello sfondo è cupa, irreale, rarefatta. Dalla piccola porzione di cielo a sinistra si intravedono nuvole nere che minacciano un temporale. Sembra quasi di sentir tuonare. In primo piano, come illuminate da un faro su una quinta teatrale, il colloquio intimo e muto tra le due donne, che portano in sé un segreto arcano.

Accanto a loro due donne enigmatiche, forse le ancelle, forse la trasposizione frontale delle stesse Maria ed Elisabetta, ci guardano, rendendoci partecipi del dipinto.

Maria si appoggia ad Elisabetta e lei, per tutta risposta, la sostiene e la incita a credere nel Mistero. E’ una danza di gesti composti e di colori che si richiamano e si respingono. E’ l’abbraccio tra l’Antico e il Nuovo Testamento, una Promessa portata a compimento.

Maria rivela una curiosità giovanile, ha sulle labbra una domanda che sembra scappare dagli occhi: “E’ proprio vero quello che sta accadendo?”

Elisabetta le risponde con un sorriso quieto, con lo sguardo maturo di chi ricorda e ha sperimentato la grandezza del Signore. L’una nell’altra riconoscono che davvero Lui fa quello che dice e dice quello che fa!

Anche Giovanni ha comunicato con Gesù attraverso un sussulto nel grembo e la sua gioia si è propagata all’esterno. Lo percepiamo dal vento misterioso che scompone le capricciose vesti delle due mamme.

Le linee delle aureole e la piega del mantello di Elisabetta mi ricordano la forma di un uovo, simbolo della vita. Le due donne insieme sono immagine di Colui che è accoglienza per eccellenza, che è grembo. Illuminate da qualcosa (o Qualcuno) che già c’è, ma non è ancora, come un bimbo nel ventre materno, come una promessa fatta da uno di cui ti fidi.

Mi colpisce il contrasto tra lo sfondo dominato da toni grigi, le linee rette, finite, che non ammettono imprevisti e il gruppo in primo piano. Qui c’è movimento, luce, colori decisi, linee spezzate.

Maria va in fretta, mossa dalla gioia di comunicare la vita, come le donne che torneranno dal sepolcro vuoto. E’ l’oggi che interroga il passato per comprendere se stesso. Il Mistero accettato e vissuto con letizia e con fede dà senso agli avvenimenti e colora la vita.

Il Signore ha fretta di venire a casa nostra, di farci visita. E quando ci viene incontro, le nostre viscere esultano, il vento dello Spirito Santo ci investe e ci agita e le nostre labbra non riescono a trattenere un esplosivo Magnificat!

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Ultima modifica ilSabato, 31 Maggio 2014 02:12
  • Opera: La Visitazione - olio su tavola
  • Autore: Jacopo Carrucci detto Pontormo
  • Periodo: 1528-1530 circa
  • Luogo: Propositura dei Santi Michele e Francesco, Carmignano
Anita La Tanza

Anita La Tanza, 33 anni, terziaria francescana sposata con Carmine. Nata a Taranto, vivo a Santa Maria degli Angeli (Assisi).  Sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali ed ho sempre lavorato in questo campo. Credo che l’arte sia una finestra sull’Infinito e che, come tale , si possa “meditare”. Parafrasando Giovanni Paolo II, posso dire che, grazie ad essa, « la conoscenza di Dio viene meglio manifestata e la predicazione evangelica si rende più trasparente all'intelligenza degli uomini ». 

Altro in questa categoria: « Transito di San Francesco Ecco l'uomo »



Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?