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Pentecoste

Venne all'improvviso dal cielo un fragore

(At 2,1-4)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Una “zoomata” su una scena fraterna, un’inquadratura dal sapore cinematografico. In questo modo nuovo e stravagante il pittore tedesco ha voluto rappresentare la Pentecoste. Il gruppo dei discepoli siede intorno ad una tavola, i colori sono innaturali, la pennellata vibrante e volteggiante come una fiamma. I volti più lontani sono pigiati quasi a cercare di rientrare nell’ “inquadratura”.

C’è un’ estrema semplicità nella composizione del quadro, niente orpelli, niente aggiunte inutili, nessun dettaglio ed è proprio questa essenzialità a rendere il messaggio chiaro e diretto. Lo stesso Nolde, profondamente religioso, cercava di essere il più fedele possibile alla verità nei suoi lavori a soggetto biblico.

Contemplando quest’opera la nostra consapevolezza si arricchisce e si fa preghiera.

La scena è attraversata da una certa inquietudine, caratteristica indubbiamente dell’arte nordica e di un tempo storico difficile come quello in cui viveva il pittore. Ma qui mi sembra che l’inquietudine viri in trepidazione, in impazienza. I discepoli stanno attendendo qualcosa di grande. Come? In quale atteggiamento?

Sono radunati intorno ad una mensa spoglia, che ci richiama alla mente l’ultima cena, o la cena in Emmaus e il mistero dell’Eucarestia e sono seduti, e seduto è chi ascolta.

Guardate le mani: quelle dell’uomo vestito di rosso sono poste in atteggiamento orante; sulla sua spalla si poggia un’altra mano. E’ quella del discepolo dietro di lui, che gli comunica con questa azione il suo stupore. Delicatissimo il gesto delle mani dei due discepoli dai capelli neri che si intrecciano sulla mensa. E’ il fratello che conforta l’altro, forse spaventato da quello che sta accadendo.

Ecco rappresentate con pochi tratti le caratteristiche della prima Chiesa: Comunione, frazione del pane e preghiera.

Le lingue di fuoco scendono su ognuno dei presenti, infiammando i corpi, accendendo i volti di una luce guizzante. Lo Spirito Santo non è solo SU di loro,ma è IN loro. Questi uomini ora sono fatti di altro, sono nati di nuovo, questa volta dall’alto, dallo Spirito, perché “quel che è nato dallo Spirito è Spirito” (cfr. Gv 3,6). Sono radunati intorno ad un fuoco che ha avvolto e bruciato anche loro, rendendoli delle torce variopinte.

Questi discepoli sono tutti diversi, ognuno con le proprie caratteristiche fisiche e psicologiche, ciò nonostante sono tutti insieme, raggiunti dallo stesso fuoco. Lo Spirito ha una sola lingua, quella dell’Amore, che parla ad ognuno in modo diverso, pur dicendo la stessa cosa.

E’ la diversità che fa l’unione, che ci costringe a metterci in relazione per condividere quello che io ho e che all’altro manca. La vera comunione è nella differenza!

Nolde lascia un piccolo spazio vuoto, in corrispondenza dello spettatore. Anche io e te quindi siamo seduti a quel tavolo: la Chiesa appena nata si allarga all’infinito e ci ingloba. Lo Spirito Santo scende anche su di noi oggi e ci incendia col suo Amore per mandarci nel mondo.

"Gli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito. Erano lì come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera creazione. Erano lì come agricoltori che portano la semente nella falda del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare. Erano lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che attendono di ricevere la brezza dello Spirito. Erano lì come pastori che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite le greggi."(Efrem Siro).

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Ultima modifica ilDomenica, 08 Giugno 2014 03:25
  • Opera: Pentecoste - olio su tela
  • Autore: Emil Nolde
  • Periodo: 1909
  • Luogo: Nationalgalerie, Berlino
Anita La Tanza

Anita La Tanza, 33 anni, terziaria francescana sposata con Carmine. Nata a Taranto, vivo a Santa Maria degli Angeli (Assisi).  Sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali ed ho sempre lavorato in questo campo. Credo che l’arte sia una finestra sull’Infinito e che, come tale , si possa “meditare”. Parafrasando Giovanni Paolo II, posso dire che, grazie ad essa, « la conoscenza di Dio viene meglio manifestata e la predicazione evangelica si rende più trasparente all'intelligenza degli uomini ». 

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