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Pietà Rondanini

"Nè pinger nè scolpir fia più che queti | l’anima volta a quell’ amor divino, | ch’ aperse a prender noi in croce le braccia."

(Michelangelo Buonarroti)

pieta rondanini 2L'opera (conosciuta oggi con il nome dei marchesi che l'acquistarono nel XVIII secolo) è chiaramente suddivisa in due parti: le gambe di Cristo finite e ben levigate, insieme al suo braccio destro, completamente staccato dal gruppo scultoreo, e quella superiore, abbozzata, grezza, non finita. Il motivo di questa netta separazione è dato dal fatto che Michelangelo cominciò a realizzare questo marmo quando aveva 77 anni, ma non portò a termine il lavoro, che riprese alla fine della sua vita, ormai pluriottuagenario. E' stato dunque il suo ultimo lavoro. Giorgio Vasari ci racconta nelle su “Vite” che Michelangelo fu sorpreso, sei giorni prima della morte, a lavorare nottetempo alla statua con una candela sul cappello.

I due corpi sono un tutt'uno, un unico arco inclinato e vibrante come una vela al vento.

Cristo sembra quasi essere stato appena, nuovamente, partorito dal ventre della Madre. Maria dovrebbe sorreggerlo, ma non fa alcuno sforzo. La sua mano, scavata nel petto di Gesù, vi si appoggia appena. Sembra invece che lei stessa sia sostenuta dal Figlio, quasi portata in braccio.

Chi dei due è morto? Chi invece è ancora vivo?

La mutevolezza dei volti liquidi, frammentati, ci fa intuire quale poteva essere il sentimento di Michelangelo davanti alla sua “pasqua”, che sapeva essere prossima. Il “non finito” dell'opera raffigura concretamente quello che altrimenti dovrebbe essere detto con troppe parole: Gesù è appena morto, ma è già vivo. Possiamo vederlo nel suo corpo mortale, ma ancora per poco. Maria, che anni prima, l'aveva tenuto in braccio, ancora oggi e sempre ci mostra la “Via”, mai così vera e chiara come in quest'ora. Maria porta al Figlio e il Figlio alla Madre. L'una senza l'altro non potrebbero esistere.

Lei che è stata con il Figlio fino alla fine, come può sopportare tanto dolore? Michelangelo, nella contraddizione di una vibrante evidenza, ci risponde: appoggiandosi a Lui, paradossalmente. Mai come nella morte, Gesù è stato così forte!

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Ultima modifica ilLunedì, 30 Marzo 2015 23:58
  • Opera: Pietà Rondanini - Marmo, h195 cm
  • Autore: Michelangelo
  • Periodo: 1552 – 1564
  • Luogo: Milano, in attesa di nuova collocazione presso l' Antico Ospedale Spagnolo, castello Sforzesco.
Anita La Tanza

Anita La Tanza, 33 anni, terziaria francescana sposata con Carmine. Nata a Taranto, vivo a Santa Maria degli Angeli (Assisi).  Sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali ed ho sempre lavorato in questo campo. Credo che l’arte sia una finestra sull’Infinito e che, come tale , si possa “meditare”. Parafrasando Giovanni Paolo II, posso dire che, grazie ad essa, « la conoscenza di Dio viene meglio manifestata e la predicazione evangelica si rende più trasparente all'intelligenza degli uomini ». 

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