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La follia dei primi passi

Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera

(1Re 19, 11-13)

Dio disse: "Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore". Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna.

Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: "Che cosa fai qui, Elia?"

"Ma come fai a credere in Dio e in tutto quello che dice la Chiesa? Eppure sei una ragazza intelligente... Mi sembravi una persona così razione e invece...
Cioè è così scontato! La Chiesa è un'associazione che ruba e Dio non può esistere perché altrimenti si manifesterebbe, non ci sarebbe la guerra, la fame nel mondo, le malattie..."

Ditemi che non capita solo a me di trovarmi in queste situazioni, con persone che ti compatiscono (aggiungerei con disprezzo) per la tua fede... e di restare in silenzio.
Sì zitta, senza neanche una parola (che poi per una come me è quasi un miracolo...come per il 99% delle donne).

Forse si avrebbe anche voglia di ribattere, come si suol dire di "rendere pan per focaccia" a tutta quella supponente arroganza eppure, generalmente, in quel momento mi ritorna in mente l'invito al silenzio che proviene proprio dall'unica Parola capace di colmare ogni vuoto e di rispondere ad ogni attacco. Devo tacere perché Dio si manifesti nella mia vita ed Elia ce lo insegna: non lo troverò nel fragore di un terremoto, nell'impetuosità del fuoco.
Non lo troverò (e di conseguenza non lo mostrerò) se mi lascio trascinare in inutili discussioni tra "cuori sordi", se mi lascio intrappolare dal cinismo disarmante di chi non sa più vedere la Bellezza.

Caro fratello (sì perché per noi cristiani anche te che mi parli così, nonostante proprio non ti sopporti, sei mio fratello! ), ho scelto il silenzio non perché non capisca quando mi parli, non perché non desidero risponderti ma perché devo stare in silenzio per avvertire quella brezza leggera, quella "teofania" che passa attraverso una sottile intuizione del cuore.
Sai, le risposte alle tue domande superano la stessa logica su cui pretendi di fondare la tua vita: ci sono misteri imperscrutabili di Dio che però,  facendoci sperimentare tutta la nostra impotenza, ci ricordano il nostro essere "creature" e l'onnipotenza di Dio Creatore (che sollievo è per noi la consapevolezza di ciò! Siamo ridicoli quando pretendiamo da noi la perfezione, solo Dio è perfetto... ma spesso ce ne dimentichiamo!).

Sto in silenzio, è vero, ma ti sto sorridendo, autenticamente (credimi non ti sto prendendo in giro!) perché oggigiorno Gesù ci parla anche così. Disarmandoci, spiazzandoci.
Sto in silenzio ma l'unica cosa che potrei dirti è, citando Ralph Waldo Emerson, che "anche se viaggiamo in capo al mondo per trovare la bellezza, dobbiamo portarla con noi o non la troveremo".

La fede è un dono ma che possiamo anche rifiutare; è una scelta, è salire il primo scalino senza vedere l'intera scala, è la follia dei primi passi...
E necessita silenzio perché,  parafrasando K. Gibran stavolta, Dio ripete anche a noi, immersi in questo mondo frenetico del comunicare tutto con tutti a tutti i costi o della non-comunicazione, "Porgetemi un orecchio e vi darò una voce".

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Ultima modifica ilSabato, 14 Giugno 2014 01:51
  • Citazione: 1Re 19, 11-13
Maria Carmen

Mi chiamo Maria Carmen (per tutti Marica), ho 24 anni, studentessa di Economia. Abito a Prato, sono catechista da diversi anni e ciò mi dà una gioia immensa. Una passione mai sopita per la scrittura come modalità preferita per trasmettere emozioni, una mania per la lettura. Sin da bambina ho avuto sempre una spinta particolare a non fermarmi al risaputo ma a continuare a pormi domande ed è così che potrei definire il mio modo di vivere la fede; una ricerca continua, un cammino in salita per cercare di vivere secondo lo Spirito anche nei giorni nostri, prendendo coscienza del fatto che, come diceva la volpe al Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi!”, che Dio è veramente dentro di noi e il non vederlo non lo rende meno presente.




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