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Il silenzio e la parola

Vado verso il sole... Vado verso il sole...

Sono qui, la meta raggiunta mi ha portato un suono, da dove adesso riesco a percepire, il silenzio e la parola, come se fossero inseparabili da me.

E’ come centrare l’obbiettivo della vita e non sapere mettere il piede su un’altra traiettoria, perché io vivo di questo respiro, io vivo di questa Comunione, non posso non notare in me questa pace, questa pace.

Vivere così, così come una figlia, che non ha mostrato di cedere, ma ha solo dettato il suo spartito al mondo per farlo amare, e se ci fossero persone, che prendono con sé il buon cammino di questa mia vita, allora ci sarebbe in me, una nuova stella da vedere nelle mie notti.

Ho saputo raccontare alla mia porta aperta, che ero stata distante un tempo, ma che adesso era arrivata l’ora, e che non potevo distogliere dalla mente e dal cuore questo avvenimento, e così ho saputo raggiungere il mio vortice interiore. Senza restare senza equilibrio, ma solamente decisa ad affrontare, ciò che il passo mi mostrava, ero io, ero io che avevo cambiato il terreno arido, e lo avevo reso fertile, ero io che avevo trattenuto una lacrima e avevo dato al sorriso, la sua richiesta di essere presente.

Mi guardava il mare, forse per la sua limpidezza o profondità, mi guardava la sua onda che versava ai piedi la dolcezza di una fierezza nel cammino, io stavo soltanto camminando, io stavo soltanto liberando il cuore, solo liberando il cuore.

Ero musica e non lo sapevo, ero musica e quello che portavo con me, era la melodia di chi si dice in una gioia vera, ero musica e quella mia nota si alleggeriva e diventava soffio, soffio, soffio di un amore che ancora scolpiva nel mio giorno, la scelta di un si.

Penetravo nella Parola, e il silenzio non faceva altro che insegnarmi, che dovevo emozionarmi ancora con questo sentiero, che non avrebbe tardato a farmi incontrare ancora, impronte e vite da scoprire.

Stavo andando verso il sole, era come se all’improvviso, io facessi la mia acrobazia migliore, stavo andando verso il Centro, e tutto quello che potevo sconvolgere di me stessa, era soltanto lo sguardo che si meravigliava dei colori, dei colori.

Ho combattuto con me stessa per attendere, per attendere questo silenzio, perché quando si crede di essere arrivati al punto giusto della strada, e di poter mettere la bandiera, a volte tutto cambia, e allora mi sono ritrovata a consultare la pazienza.

E ogni momento, che io e la pazienza stavamo unite, era come addolcire l’attesa, poi, poi proseguendo ho ritrovato quel segno e ho messo la mia radice, e adesso mi paragono ad un albero, che ha nei rami i suoi frutti, e questo per me è vivere, il silenzio e la Parola.

 

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Ultima modifica ilMartedì, 17 Settembre 2013 20:14
Valentina Guiducci

Riguardo alla mia amata scrittura, fin da bambina mi accompagna il desiderio di poter dare attraverso delle parole una cara speranza.
Ho scritto tanti libri, pubblicati cinque, l'ultimo s'intitola: "Le Carezze dell'Amore" Zona Editore. Scrivo riflessioni anche su "Testata d'Angolo", un web giornale. Ho piacere di poter dare la gioia che sento nel cuore attraverso delle righe.

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