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La vera Preghiera

Quando pregate non dite molte parole

Matteo 6,7

Quando pregate non dite molte parole

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Forse anche tu, ossessionato dal numero nei tuoi giudizi e nelle tue azioni, sei portato a valutare i rapporti con Dio col criterio e sulla base della quantità. Ma invece qui i tuoi calcoli non tornano più. Perché a Dio non interessa la quantità, bensì la qualità. Dio non guarda quanto si offre, ma cosa si offre. Egli desidera, non le tue cose, che sono poi i suoi stessi doni, ma attende te attraverso le tue offerte. Tu spesso sei tentato di amare i doni del Signore più che il Signore dei doni; ma Dio ama infallibilmente, più che l'offerta delle cose, l'offerta di te. Egli non considera quello che tu dici, ma come lo dici. Non conta le tue parole, ma pesa il tuo cuore. Cosicché la tua offerta potrà essere grande anche se tu sei un proletario, e potrà essere meschina anche se tu sei un milionario. La misura non sarà nelle tue mani o sulle tue labbra, ma nel tuo cuore. Dio non è un contabile, né un capufficio, ne un mercante, né un cliente. Dio è amore. Quando vuoi pregare, lascia dunque le somme al contabile, le adulazioni e le moine al capufficio, i pesi e le misure al mercante; lascia la réclame e la propaganda al cliente, ma porta il tuo cuore a Dio. Cosa vuoi che se ne faccia Dio delle belle parole, dei lunghi discorsi, delle strofe melense, delle filastrocche irritanti, mentre i tuoi occhi vagano, il tuo pensiero è lontano, il tuo spirito è assente? O cosa vuoi che se ne faccia Dio delle tue elevazioni cerebrali, dei tuoi pensieri profondi, delle tue sottigliezze e delle tue espressioni intellettuali, se il tuo cuore è duro e il tuo spirito è vuoto?
Anche tu, del resto, quando ami davvero, cosa te ne fai delle belle parole, delle frasi poetiche, belle promesse fantastiche, quando t'accorgi che il cuore di chi parla è lontano da te? Se invece è vicino, se è sulle labbra di chi ti parla, allora anche un solo accento val più di una lirica, e una sola parola vale più di un poema. Quando manca il cuore, tutte le parole si svuotano. Tu puoi affannarti a moltiplicarle, a sceglierle, a limarle, a lucidarle quanto vuoi; restano sempre e soltanto parole. E Dio le respinge come un sacco di gusci vuoti.
Quando vuoi pregare, non badare dunque alle parole, ma bada al tuo cuore; non cesellare le frasi, ma purifica l'anima, non accumulare le suppliche, ma accresci gli affetti; non offrire le chiacchiere, ma il pentimento; perché la chiesa non è una passerella per indossatrici.
Quando vuoi pregare, distàccati da tutto e soprattutto da te; allontànati da tutto, ma innanzitutto da te. Fa' il deserto dentro di te, così nessun ostacolo ti impedirà di andare a Lui, così sul tuo cammino non incontrerai che Lui. Anche se non sai dire che le stesse cose, anche se non fai che ripetere le stesse parole, non ti turbare: Gesù pregò così nell'Orto degli Ulivi.. Quanto più si ama, tanto meno si parla: non resta che una sola parola, sempre la stessa, sempre ripetuta e sempre nuova, perché eterna. Se però non riesci a distaccarti né ad allontanarti, né a dimenticarti,. allora presèntati a Dio con tutte le tue pene, con tutte le tue miserie, con tutti i tuoi peccati, con i tuoi stracci, con le tue piaghe, con tutte le tue catene, e dal fondo del cuore grida a Lui: Signore, mio Dio, abbi pietà di me!

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 16:12
  • Citazione: Mt 6,7
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori
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