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La stella che cambiò la storia

È una notte serena, finalmente fuori città.
Alzo gli occhi al cielo, rapita dalle stelle.

"... Io lo so perché tanto / di stelle per l'aria tranquilla / arde e cade, perché si gran pianto / nel concavo cielo sfavilla";

i versi di Pascoli fanno eco ai miei battiti, ogni volta l'anima si commuove davanti a quella rete intessuta di diamanti e sogni ed il cuore si emoziona al ricordo della Notte delle notti in cui Dio, innamorato e folle, decise di contaminarsi completamente con quell'umanità che voleva salvare a tutti i costi.

Il primo annuncio della Chiesa nascente ha preso vita in una notte stellata come questa, con i Magi che si piegarono alla follia del primo passo verso Betlemme, guidati dalla Cometa, cercando nella sua luce amica la vera Luce.

Seguire la stella: ecco l'invito di Dio in quella notte ed in tutte le notti a seguire.
Seguire una stella, una stella bellissima che spazza le tenebre e le catene delle nostre paure trasformate in paralisi!
Una stella è un punto di riferimento, da sempre guida il nostro cammino e ci permette di orientarci quando smarriamo la via, quando non sappiamo dove andare; seguire la stella é metterci in cammino e chi viaggia, in fondo, si mette sempre in gioco, rischia in prima persona le proprie energie, il proprio tempo e anche il proprio cuore.

E viaggiare appunto non è solo spostarsi da un luogo all'altro; anche vivere è viaggiare, anche chi è aperto ai nuovi incontri viaggia perché ha il coraggio di tendere la mano all'altro mentre percorre i suoi sentieri.
Viaggiare quindi diventa accogliere, accogliere tutto quello che Gesù ha posto nella nostra vita.

Accogliere è più di accettare; si può accettare anche con animo mesto, con rassegnazione, mentre accogliere è una parola in sé gioiosa.
Accogliere è una benedizione spontanea di chi ti ama davvero, è il calore di un abbraccio, è il profumo di una torta appena sfornata, accogliere è ricevere ma anche essere pronti a donare...
Proprio come i Magi.

I Magi accolsero nel proprio cuore l'invito della Stella ed hanno ricevuto in cambio la gioia inestinguibile di vedere con i propri occhi Gesù Bambino e, forse, hanno accarezzato la Sua morbida pelle, l'hanno riempito di baci e coccole, ne hanno respirato il profumo inebriante.
Però sono stati anche pronti a donare: "... aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra."
Sono doni importanti e ognuno ha un suo significato particolare; con essi i Magi riconoscevano Gesù Re del Cielo e della Terra, il Dio fatto uomo che stavano tutti aspettando, preannunciandone contemporaneamente la Croce.
 
In realtà però, come ha scritto padre Anselm Grün, questi tre doni non sono solo i doni dei Magi ma simboleggiano ciò che possiamo offrire anche noi, anche in questa notte d'estate così stellata, a quel Bambino tanto bello: l'Oro rappresenta il nostro amore, l'Incenso il nostro desiderio e la Mirra le nostre ferite e dolori.
... In fondo cos'altro potremmo mai donare a Colui che è tutto, che è l'origine di tutti i nostri doni, della nostra vita?

"Avvertiti in sogno di non tornare da Erode per un'altra strada fecero ritorno al loro paese."; è ciò che dovremmo fare tutti noi ogni volta che, staccati gli occhi dal cielo, incontriamo Dio (e lo riconosciamo)!
"Avvertiti in sogno..." indica che dobbiamo fidarci delle intuizioni del nostro cuore: se pregando, confrontandoci con chi è depositario di questa Sapienza divina, sentiamo che è giusto comportarci in un certo modo, perché fare l'opposto solo perché lo dice la società?
"...per un'altra strada?": anche per noi vale l'invito a cambiare strada, a intraprenderne una nuova quando ci accorgiamo che è necessario.
"...fecero ritorno al loro paese."; forse nel loro paese i Magi avranno avuto una casa, una famiglia, degli amici e loro vi fecero ritorno. Questo significa che l'annuncio della Buona Novella, bella e gioiosa,  di un Dio che ci ama a tal punto da farsi uomo come noi va portato innanzitutto nelle nostre case, nel nostro ambiente, tra chi amiamo.

Un annuncio che non è solo Parole ma è anche esempi, sguardi, pensieri, fatti; l'Annuncio cristiano è l'Amore e l'Amore cristiano, come ha detto papa Francesco, è "concreto". Lo stesso Gesù, quando ci parla di Amore, non ci racconta favole o illusioni ma ci parla di cose concrete: dare da mangiare agli affamati, consolare gli afflitti, aiutare i bisognosi.
E quando ci perdiamo Lui appunto ci ricorda che basta seguire la Stella, la Sua Luce, per ritrovare la tenerezza del Padre nei nostri confronti, per sentirci amati davvero, per ascoltare Cristo che continua oggi e sempre a ripetere nei nostri cuori:
"Non temete, non abbiate paura! E' l'amore per Me che vi proteggerà! "

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Ultima modifica ilMercoledì, 27 Agosto 2014 09:20
Maria Carmen

Mi chiamo Maria Carmen (per tutti Marica), ho 24 anni, studentessa di Economia. Abito a Prato, sono catechista da diversi anni e ciò mi dà una gioia immensa. Una passione mai sopita per la scrittura come modalità preferita per trasmettere emozioni, una mania per la lettura. Sin da bambina ho avuto sempre una spinta particolare a non fermarmi al risaputo ma a continuare a pormi domande ed è così che potrei definire il mio modo di vivere la fede; una ricerca continua, un cammino in salita per cercare di vivere secondo lo Spirito anche nei giorni nostri, prendendo coscienza del fatto che, come diceva la volpe al Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi!”, che Dio è veramente dentro di noi e il non vederlo non lo rende meno presente.




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