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Ma anche l’Amore ti tocca in anticipo

La ‘Giornata del malato’ che si è celebrata lo scorso 11 febbraio è un po’ la giornata di tutti. Si, è anche la nostra, la mia giornata perché se hai un po’ di anni addosso prima o poi una malattia importante l’hai vissuta! E allora questa giornata mi ricorda che fare parte della schiera dei malati non è solo negativo. La malattia è vero la percepiamo sempre come un male, sempre negativamente appunto, ma se ci fermiamo solo a questo ci perdiamo tutta una parte di verità.

La malattia, soprattutto quella che intacca il fisico e la sofferenza che ne consegue necessariamente ti cambiano. Ma se non ti fermi qui (non ti fermi alla “lamentatio” che viene fuori, io qui sono bravissima!) puoi entrare in un mondo con orizzonti talmente diversi e talmente ampi che non si possono proprio spiegare, ma solo vivere! E questa mi piace chiamarla “Grazia” che piano piano se accumuli punteggi, cioè grazia su grazie, arrivi alle Grazie o meglio al “grazie”. Arrivi cioè anche a ringraziare perché improvvisamente anche la cosa più assurda assume un senso, lo si riconosce come un pezzetto di un puzzle. Forse non vedi l’immagine intera ma hai trovato quegli incastri e quei colori che definiscono e trovano posto.

Tutto questo non avviene per caso. A volte bisogna proprio cercare, osservare, provare o meglio lottare per trovare un senso; a volte però basta fermarsi un attimo, magari guardare da un’altra parte e puff! Viene fuori improvvisamente e altrettanto improvvisamente il cuore cambia. Non sparisce la fatica, non si toglie la lamentatio, la sofferenza, ma si fa spazio quella pace che ti permette di resistere arrendendoti. Ti permette di fare un po’ di umorismo, di prenderti in giro. Ti permette di salire di “livello” e trovare una presenza che ti dice: “ehi eccomi… finalmente mi vedi… sono qui con te!

Perché non dimentichiamoci che Gesù è venuto per i malati! Allora la malattia ci ricorda anche fisicamente, che Gesù è li con me e per me. Non solo! Non siamo mai soli! E se riesci a percepire e a toccare la sua presenza allora non solo c’è la pace ma scatta l’amore, cioè il sentirsi amati (e non solo sfigati) e il voler riamare così anche da malati, perché questo siamo!

In fin dei conti non siamo perfetti e non lo saremo mai ma proprio per questo siamo splendidi se ci lasciamo appunto incontrare e toccare. La malattia non si cancella (semmai si può guarire ma le cicatrici rimangono sempre) ma si può trasformare…

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Sr. Fabiana Benedettini

Suora francescana innamorata del Signore oltrechè della gente. Mi piace ascoltare (e osservare.....a volte siamo un po' come i puzzle che dobbiamo trovare i nostri incastri per trovare un senso e una bellezza) le persone, ma soprattutto mi piace voler bene alle persone e per questo ogni tanto il cuore mi fa male. Ho studiato lingue e letterature straniere e poi scienze religiose. Mi piace fare lavoretti utilizzando le mani...legno, cuoio, etc. mi piace anche leggere romanzi polizieschi, vedere i film di azione, cantare a squarciagola 

Desiderio grande1: andare in Terra Santa, negli Stati Uniti e in Australia (chi mi accompagna)??

Desiderio grande2: prendermi un mese per poter andare a trovare un po' di persone

Desiderio grande3 ma forse è il primo: lasciare il segno in questa vita...




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