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Matrimonio: qualcosa di serio o 'una' tra le tante cose...

Ecco alcune domande arrivate (come ormai capita spesso!):

  • Come si può spiegare il vero significato di MATRIMONIO a persone che di Dio conoscono solo la parola?
  • Come si può farli entrare nel vero senso del matrimonio se oggi come oggi è visto solo come momento di festa, di apparire, di addobbare la chiesa nel modo migliore?
  • Come sipuò essere concreti ma con parole che non siano troppo banali o "pallose"?

Qualche parola mi viene suggerita direttamente dalle domande che mi sono poste, riguardo al sacramento del matrimonio.
Ecco, appunto, sacramento, e non altro, per i (noi) cattolici…
Esso si fonda addirittura nel libro della Genesi (pensa un po’ che vecchio che è!!!): "Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne" (Gn 2,24).

  1. Dunque, per quanto non si voglia credere, quando si parla di matrimonio, non si può non “mettere in mezzo Dio”: l’«inventore» del matrimonio è… proprio Lui!
    C’è da chiedersi che esperienza di Dio hanno vissuto fino ad ora tante persone che diventano, o scelgono di diventare coppia ed, eventualmente poi – speriamo – marito e moglie? Se l’esperienza fatta è stata pressoché di “indigestione” di incontri, obblighi ecc… è evidente che di Dio non ne vogliano più sentir parlare… Qualora invece l’esperienza fatta sia stata quella di gustare piano piano, come un bel tiramisù, il sapore e la fragranza, beh… capite da soli come… no Dio?, no matrimonio?, no party!!

  2. Altra interessante questione (per un dibattito che si preannuncerebbe “vivo”) è il senso del matrimonio, oggigiorno…
    Non posso non essere d’accordo con chi sostiene che, spesso, di sostanziale ha gran poco, e di coreografico tanto, o tutto! Prima di pensare alla celebrazione, il pensiero è rivolto a ristorante, banchetti, vestiti chic, preparativi vari… quasi che la celebrazione stessa sia un qualcosa di riduttivo, e non ciò che dà il “la” alla nuova vita! Mah…
    Poi vorrei essere un po’ provocatore: ma chi ha detto che per sposarsi servono cifre esorbitanti? A volte sembra una gara a chi fa più folklore… Se la festa post-celebrazione è un po’ più sobria, viene meno il sacramento, scusate? Di questi tempi, poi, qualche matrimonio vissuto anche “esternamente” con sobrietà non guasterebbe proprio, anzi!
    La chiesa è e rimane sempre un luogo dove abita un certo Gesù, che accoglie chi desidera essere suo commensale; ma siamo sicuri che… sia sempre così? Mi chiedo certe volte come faccia a rimanerci Lui in chiesa, e nel tabernacolo (sarà per questo che viene chiuso a chiave, perché non se ne scappi…?)

  3. Qualche altro pensiero lo esprimo per quanto concerne il post-matrimonio
    Normalmente sono posti degli incontri (il famoso cammino o percorso pre-matrimoniale) per prepararsi al sacramento… e ben vengano! Anche se mi chiedo come, per prepararsi ad essere prete occorrano 6 anni di seminario (almeno!), per il matrimonio… 8-9 incontri… Non notate qualcosa di mal spartito? Ciò che mi preoccupa, però, è il dopo, troppo spesso…
    Come viene coltivata anche la vita di fede? Questi sposi pregano? Si regalano oltre che tanti baci, amore e affetto anche qualche momento “divino”, nel senso più profondo del termine?

Ciò che meglio rende concreto il senso del matrimonio, comunque, penso proprio non siano né frasi, né trattati, né preti che fanno discorsi belli…
Vuoi mettere l’imbatterti in mariti e mogli che, nella quotidianità, pregano assieme; vivono la loro fede all’interno della comunità cristiana dove abitano (e magari sono impegnati in qualche settore!); diffondono gioia, nella semplicità e nell’umiltà delle loro persone…?
Sapete… incontrarli, e conoscere coppie così, con qualche frammento bello di santità, probabilmente, farebbe venir voglia di sposarsi… anche a un prete!!!

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Ultima modifica ilGiovedì, 16 Gennaio 2014 15:03
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.

1 commento




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