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Assisi è pronta!  …è pronta?  

Per le strade di questo piccolissimo borgo è tutto un brulicare di lavoratori d’ogni genere: dall’operaio che monta palchi e maxischermi a quello che ripassa di bianco le linee stradali, dal fornaio che inventa panini con il Tau al giardiniere che rinverdisce le aiuole, dal Sindaco al Vescovo, dai giovani agli adulti…tutto è in movimento. E’ come una festa di famiglia, qui dove l’esser pochi abitanti fa sentire la visita del Papa un evento “domestico”.

Anche noi del Centro di accoglienza siamo agli ultimi preparativi, pulizie generali, menù, spesa… Nel cuore della normalità quotidiana custodiamo l’attesa di un incontro speciale dopo il quale forse non sarà proprio tutto come prima. So che esternamente cambierà poco (o nulla), i poveri resteranno poveri, noi dovremo ancora imparare a servirli davvero, i ciclamini che abbiam piantato moriranno e la vita riprenderà il suo corso feriale di nebbiose giornate umbre. Ma credo che l’esperienza del 4 ottobre 2013 creerà un legame nuovo e più intenso tra quelli che la condivideranno, se ne riparlerà tra noi raccontando di nuovo mille volte ogni minuto di quel pranzo, ci saranno parole che custodiremo insieme nel tempo. La nostra piccola famiglia avrà qualcosa in più. Non solo. Anche Assisi avrà una parola importante in più, e, attraverso Assisi, tutta la Chiesa.

Per questo ripeto la domanda: …è pronta? E’ aperto il cuore ad accogliere un invito forte? E’ docile lo spirito ad intraprendere vie nuove con coraggio? Sicuramente c’è un dono grande e profondo che attende solo di essere accolto. Generosamente.

Personalmente non vedo l’ora di ascoltare questa parola, vedere questi gesti. Così come avrei nostalgia di riascoltare la voce di Francesco, il poverello di Assisi, di vederlo piegarsi tra i lebbrosi, predicandomi il Vangelo della Misericordia senza spreco di parole. Sogno una Chiesa così, un mondo così.

Perché Gesù, prima ancora di Papa Francesco, voleva spesso condividere la mensa con “i pubblicani e i peccatori”? Perché con loro non puoi condividere la preghiera, devi condividere il pane. Anche al Centro i nostri poveri non pregano volentieri (nonostante i nostri inviti), se vuoi incontrarli devi venire a tavola. Così faceva Gesù di Nazareth…così dovrebbe fare chi crede in Lui. Non è sufficiente una preghiera per i poveri, bisogna metter in comune pane, tempo, vita. Non perché vorremmo esser buoni, ma perché nel tragitto che ci riporta tutti a casa di nostro Padre camminiamo insieme, condividendo passi e fatiche, fino alla porta che saranno i poveri ad aprirci!  

 

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Ultima modifica ilMartedì, 01 Ottobre 2013 12:39
Stefania Baglivo

Studentessa presso l'Istituto di Scienze religiose in Assisi. Lavora nel Centro d'accoglienza della Caritas diocesana di Assisi e sta imparando dai poveri a conoscere Dio.

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2 commenti

  • Irene
    Irene Martedì, 01 Ottobre 2013 21:38 Link al commento

    La tua esperienza con i poveri ti ha dato uno sguardo sulla realtà limpido e profondo. Leggerti è per me ogni volta un regalo! Mi riporta alla concretezza, mi "smonta" pezzo per pezzo e mi aiuta a tornare all'essenziale. Grazie!

  • Stefania
    Stefania Mercoledì, 02 Ottobre 2013 13:08 Link al commento

    Carissima Irene...è esattamente questo che intendo quando dico che i poveri insegnano a conoscere Dio. Grazie a te! Un abbraccio!




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