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Nel segno del pane

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne...

(Giovanni 6, 44-51)

«In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo»

La fame è uno dei bisogni primari dell’uomo e si collega pertanto al grande tema di ogni ricerca… Per riflettere un attimo sul Vangelo di oggi potremmo richiamare le stesse parole di Gesù, poco prima sempre nel Vangelo di Giovanni…

Alle folle che Egli aveva sfamato moltiplicando i pani e che ora non lo trovano  più dall’altra parte del mare, quando finalmente lo ritrovano insieme ai suoi discepoli, Gesù risponde con un’affermazione apparentemente molto dura sul loro conto: “Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterno e che il Figlio dell’uomo vi darà.”(Gv. 6,26-27)

Come a dire loro che la loro fame di pane, che pure Gesù ha accolto e ha saziato completamente, può in realtà, se fine a se stessa, diventare blocco e impedimento a cercare quel cibo che rimane, la Sua stessa persona di Figlio di Dio… L’Uomo che si fa pane di vita, che ha condiviso con ogni ultimo della Terra anche il bisogno della fame e della sete quotidiane, usa ora quel segno per proporsi agli altri, per donarsi pienamente consegnandosi ad ogni fame e ad ogni sete che incontra sul Suo cammino, non solo allora ma per tutta la durata della storia e della vita di ogni uomo che sceglie di “cibarsi” di Lui come principale modo di credere e avere la vita eterna.

Perché il suo Pane, il Pane che è Lui stesso, non è a tempo, non ha durata e ci fa vivere in eterno… Diversa la manna, il cibo del deserto che Jahvè aveva donato per nutrire il popolo, un cibo transitorio che dopo poco si corrompeva e doveva essere raccolto ad ogni nuova alba.

L’Eucarestia è per noi cibo stabile, incorruttibile e per questo può essere risposta ad ogni fame dell’uomo, anche quella del vuoto esistenziale, della perdita di senso nell’agire, del grigiore di una vita che procede senza valori degni del più grande valore che è l’Amore…

Sembra dircelo a chiare lettere Madre Teresa, in questa semplice esortazione estratta dai suoi discorsi:

Nel mondo le persone possono apparire diverse o avere una religione,  un’istruzione o una posizione diverse, ma sono tutte uguali. Sono persone da amare. Hanno tutte fame d’amore. La gente che vedete per le strade di Calcutta ha fame nel corpo, ma anche quella che vedete a Londra o a New Yord ha una fame che deve essere soddisfatta. Ogni persona ha bisogno di essere amata.

Questo fa Gesù Eucarestia, ma questo chiede, di riflesso, anche a noi quando, avendolo ricevuto, dobbiamo essere cibo per le tante fami che incontriamo sulla nostra strada, spesso mascherate da gridi di autocompiacimento o sazietà diversamente autonome… Ma sono bisogni di Amore e di pienezza in ogni richiesta di Verità e Vita che si muove sulle vie del mondo, così umana che spesso incespica  o sbaglia direzione.

Capire questo è sforzarsi di entrare in quel grande progetto di cui inizialmente parla il vangelo di oggi , riecheggiando ciò che sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”.

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Ultima modifica ilGiovedì, 23 Aprile 2015 09:21
  • Citazione: Gv 6,44-51
Chiara Gatti

Responsabile del Progetto TAU APP, l’App Francescana del Vangelo.

Come socia della Cooperativa Sociale Francescana Fratelli è Possibile, si occupa di coordinare la redazione della rivista trimestrale Momenti Francescani (Vangelo, Fonti Francescane e attualizzazioni per ogni giorno) e fa parte del Coordinamento della Redazione di Tau App, l’App Francescana del Vangelo per smartphone e tablet, per “toccare la Parola” (Vangelo quotidiano, attualizzazione, link a video, canzoni, prosa, poesia, fotografie e opere d’arte, articoli di riviste in assonanza con la Parola ...).

Svolge inoltre attività di formazione come mediatrice sociale in percorsi formativi rivolti al mondo della scuola, del lavoro e dell’associazionismo in genere. Ha collaborato per anni alla realizzazione del Festival Francescano, in particolare nel settore dei progetti didattici e dell’accoglienza e ospitalità.

E’ sposata, ha due figli e da anni vive la sua vocazione francescana come professa solenne nella Fraternità di Cesena - Ordine Francescano Secolare, occupandosi di formazione a livello locale e regionale.

I testi proposti su Buona Novella da Chiara sono frutto di una amicizia tra Buona Novella e la Redazione di TAU APP.




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