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Parliamoci chiaro !!

Sia il vostro linguaggio SI, SI; NO, NO

Matteo 5,33-37

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

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Non credere che con queste parole Gesù ti inviti di usare un linguaggio monosillabico. No, Egli desidera soltanto insegnarti a essere schietto, Dirai sì se è sì; dirai no, se è no. Tu invece hai scoperto anche il ni. Cioè qualcosa che non è né sì, né no. Hai inventato, oltre la menzogna, anche il compromesso. C'è poco da dire: l'uomo è un essere ambiguo. Hai mai pensato di "non schierarti" sull'oggetto di una discussione per non dare dispiacere all'una o all'altra "fazione" ? Spesso infatti preferisci avvolgere il tuo parlare in complicati giri di parole; preferisci un discorso fatto di se e di ma, di condizionali e di distinzioni sottili, di punti di vista e di raffinata diplomazia. Preferisci insomma una posizione che ti lasci sempre la possibilità di una ritirata strategica. Sicché nessuno può mai giurare di aver capito qual è, in fondo, il tuo vero pensiero. Certo ti fa comodo, perché nell'un caso e nell'altro, comunque vadano le cose, non essendoti pronunciato mai chiaramente e definitivamente, puoi aver sempre ragione...non sei mica un novellino! Se ti bloccano la porta d'ingresso, hai sempre disponibile la porta di servizio. E questa è certo una comodità, non dico di no; ma fino a un certo punto, fino a quando cioè la gente non si accorge che fai il doppio gioco. Allora non avrai scampo, perché nessuno si fiderà di te; qualunque cosa tu dica, troverai ugualmente sbarrate le porte di qua e di là. Perché un mentitore prima o dopo si scopre, un uomo finto è scansato da tutti, un uomo doppio non può contare amicizie. Persuaditi: il non prendere posizione alcuna è già una presa di posizione. Non si può essere neutrali di fronte al proprio dovere: chi si astiene di schierarsi per la verità sta già per la menzogna; chi evita di sostenere l'onestà è già un disonesto. L'essere ambiguo non è un non qualificarsi, ma è già squalificarsi. Il discorso studiatamente oscuro dopo un certo tempo diventa fin troppo chiaro. E a questo punto si farà il vuoto intorno a te. Credevi con la tua doppiezza di riuscire a non farti dei nemici e ti accorgerai invece di aver perduto tutti gli amici né con te né contro di te, ma tutti senza di te.
Sia dunque la tua parola, lo specchio della tua mente e la voce del tuo cuore, che per questo ti fu data: non per rinchiudere o occultare la tua idea, ma per manifestarla; non a 'servizio delle tenebre, ma della luce; non per ingannare, ma per giudicare. Non sempre sei obbligato a parlare, anzi talvolta sei tenuto a tacere, ma quando devi parlare, parla schietto.

La tua parola sia la lucerna ai piedi degli smarriti e sia sostegno ai deboli, sia balsamo ai cuori feriti e rigeneri la speranza negli sfiduciati; la tua parola sia sprone ai pigri e folgore ai malvagi, sia messaggio di pace e apportatrice di bene. Non aprire la bocca se non per guidare, per sollevare, per amare.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 15:51
  • Citazione: Mt 5,33-37
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori



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