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Le tortore o Dio? Il sacerdote sceglie le tortore!

PRESENTAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

Luca 2,22-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

Dieci su dieci, uno su dieci. Uno e nove.

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Luca 17,11-19

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Il purgatorio

 

La purificazione finale o purgatorio

Catechismo della Chiesa Cattolica 1030-2

Concludo questo breve percorso di antropologia teologica (abbiamo cercato di rispondere alla domanda sull’uomo mettendoci in ascolto di ciò che Dio ha detto sull’uomo, alla luce della fede e della rivelazione) con una precisazione sul purgatorio. Molti di noi, credo, se l’immaginano come uno “strazio infernale temporale” (pensate a quando, incolonnati nel traffico, magari di ritorno dalle vacanze, abbiamo esclamato: “Che purgatorio!”… sapevamo che non sarebbe durato in eterno e che prima o poi saremmo arrivati a casa, ma… che pena!), con ricchezza di particolari forse dovuti ai nostri studi (certo che Dante ne ha avuta di fantasia!!), ma non riusciamo a capire cos’è veramente. Ci crediamo (spero non solo perché la Chiesa ce lo chiede), ma vorremmo vederci più chiaro.

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