banner header
Log in

...parole, Parola e Padre

...e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà

(Matteo 6,1-5)

State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 2Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

5E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

E’ veramente un itinerario sapiente quello offerto dalla pagina odierna del Vangelo di Matteo al cap. 6, versetti 1-5.

Si leva un grido antico dell’uomo, un grido che usa molte parole, parole di ogni tipo, … ma tutte parole che cercano di entrare in contatto con Dio, e tentano di chiamarlo Padre.

Come dire che Gesù, insegnandoci questa preghiera, ci offre la vera Parola, venendo incontro alle nostre povere parole. Anche alla “struggente ricerca di Padre”, presente in ogni uomo, Gesù cerca di dare una risposta inventando per i suoi discepoli, e per noi, la pedagogia del Padre Nostro.  Splendido itinerario dove ognuno di noi può ripercorrere ogni propria esperienza di ringraziamento, riconoscimento e richiesta di fronte ad una figura significativa di riferimento, la figura significativa per eccellenza: un genitore.

Nella nostra società attuale, dove si parla tanto di assenza di padre e di paterno, lamentandone le deleterie conseguenze, questa figura sembra ormai “ritornare” in pieno sia nel concetto rinnovato di cogenitorialità,  che nella costituzione delle identità, personali e collettive…

E  il padre, quale figura fondante nell’esistenza di ogni uomo, è presente anche nelle molteplici manifestazioni artistiche che lo evocano nei modi più originali, chiedendo alle immagini e alle figurazioni di abbozzarne almeno la figura, se non l’essenza piena.

Una per tutte, questa poesia di Alda Merini, dedicata a suo padre, evocato nell’immagine di un certo pastrano, un cappotto di “lana buona”, come se quel “babbo” potesse essere riconosciuto solo in una tale “sagoma” densa:

Il pastrano

Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa
era un pastrano di lana buona
un pettinato leggero
un pastrano di molte fatture
vissuto e rivoltato mille volte
era il disegno del nostro babbo
la sua sagoma ora assorta ed ora felice.
Appeso a un cappio o al portabiti
assumeva un’aria sconfitta:
traverso quell’antico pastrano
ho conosciuto i segreti di mio padre
vivendoli così, nell’ombra.

(Alda Merini).

Bellissima questa immagine che porta a scoprire i segreti del proprio padre, a volte spiandoli in un oggetto, esperienza che, una volta o l’altra, abbiamo fatto tutti e che spesso ci ha portato a sprecare anche parole, a disperderci cioè in una ricerca di dialogo infruttuoso.

E’ da questa dispersione che vuole salvarci Gesù, perché la nostra preghiera metta al centro un altro, il Padre… Nella preghiera ci rivolgiamo  a Lui, per Lui, per ciò che Lo  riguarda, per ciò che Gli appartiene e che vorremmo si realizzasse nella storia, mettendo al centro noi, non io, ma la fraternità che lega gli uomini, nel loro bisogno di pane e di perdono.

La preghiera così ci mette in disparte, ci aiuta a vivere da figli e da fratelli e ci traghetta all’abbraccio del Padre.

Non è dunque né il tentativo di convincere Dio, né di piegarlo alle nostre necessità, né di essere esauditi  cercando di essere convincenti. La preghiera è nella fiducia prima di tutto, nello stare davanti a Dio, sentendolo Padre, prima a partire da ciò che viviamo, poi nel raccontare cosa noi stessi cogliamo di ciò che viviamo. Il cammino della preghiera è dunque, Gesù ce lo insegna, questa lenta familiarizzazione con Dio, in un abbraccio in cui più ci si conosce, meno parole sono necessarie per capirsi.

Figli di un abbraccio, trovando la nostra personale possibilità di perdonare e di essere perdonati.

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Ultima modifica ilGiovedì, 19 Giugno 2014 11:22
  • Citazione: Mt 6,1-5
Chiara Gatti

Responsabile del Progetto TAU APP, l’App Francescana del Vangelo.

Come socia della Cooperativa Sociale Francescana Fratelli è Possibile, si occupa di coordinare la redazione della rivista trimestrale Momenti Francescani (Vangelo, Fonti Francescane e attualizzazioni per ogni giorno) e fa parte del Coordinamento della Redazione di Tau App, l’App Francescana del Vangelo per smartphone e tablet, per “toccare la Parola” (Vangelo quotidiano, attualizzazione, link a video, canzoni, prosa, poesia, fotografie e opere d’arte, articoli di riviste in assonanza con la Parola ...).

Svolge inoltre attività di formazione come mediatrice sociale in percorsi formativi rivolti al mondo della scuola, del lavoro e dell’associazionismo in genere. Ha collaborato per anni alla realizzazione del Festival Francescano, in particolare nel settore dei progetti didattici e dell’accoglienza e ospitalità.

E’ sposata, ha due figli e da anni vive la sua vocazione francescana come professa solenne nella Fraternità di Cesena - Ordine Francescano Secolare, occupandosi di formazione a livello locale e regionale.

I testi proposti su Buona Novella da Chiara sono frutto di una amicizia tra Buona Novella e la Redazione di TAU APP.

Altro in questa categoria: « Avete inteso Obbedire in piedi »



Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?