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Preghiera del Rosario - Introduzione

Iniziamo un nuovo cammino alla scoperta di questa preghiera meravigliosa: il ROSARIO! Buona lettura...

LA PROTESTA DEL ROSARIO

Un giorno il Rosario, preso dallo sconforto, chiese un appuntamento alla Trinità e alla Madonna.

Un counseling, come si dice oggi. E lo ebbe subito, perché la sua crisi durava da tempo.

Il Rosario si presentò da loro, seduti su bianche poltrone in una luminosissima stanza con vista panoramica sull'universo, e prese posto tra loro.

Cominciò a protestare, a lamentarsi...si sentiva ignorato, messo da parte, non capito, inutile, fallito. Chiese le dimissioni. "Voglio venire qui con voi, voglio andarmene dalla terra! Perché devo vivere in questo modo? Sono stufo! Mi ignorano, mi disprezzano, mi deridono, oppure mi trattano da santone, da macchinetta delle grazie, da doganiere del paradiso! Ma io ho un'anima! Io non sono uno schema noioso, una clonazione di formule, un lavoro da fare! Non sono un cadavere! Io respiro, amo, sogno, invento, assaporo, coloro, soffro, piango, sorrido, abbraccio...sono pieno di vita! Perché non sono ricambiato? Perché non mi amano? Perché ho così pochi amici? A che servo?".

La Trinità e la Madonna lo lasciarono sfogare, poi gli dissero: "Tu non sei compreso, sei poco amato perché sei semplice, come l'acqua, come il pane. Hai pochi elementi dentro di te, e gli uomini cercano le cose grandi, spettacolari, attraenti. Tu non racconti storie a puntate, ripeti sempre le stesse scene, mentre gli uomini cercano il suspense. Tu vivi contemplando, e gli uomini corrono. Tu sei di poche parole, e gli uomini si lasciano incantare dagli affabulatori. Tu crei nel silenzio, e il silenzio spaventa gli uomini. Tu sei fatto di fede in Dio, e gli uomini stanno diventando liquidi. Tu chiedi del tempo...ma ti rendi conto?

Caro Rosario, prendiamo atto del tuo disagio, ma vista l'estrema necessità del mondo e dell'umanità di una voce come la tua, ti riconfermiamo nella missione che ti è stata affidata dalla Chiesa e la potenziamo. Non starai più soltanto nelle chiese o nelle case cristiane, uscirai ovunque, semplice come una colomba e attento come un serpente, per dire agli uomini che i tuoi misteri sono i loro misteri, che la realtà divina è prima di tutto umana, e che noi la viviamo con ciascuno di loro, oggi.

Ti lanciamo nel web, allora. È il modo più adatto per dirglielo. Vai, Rosario! Naviga... e falli sognare!”

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Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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