banner header
Log in

Quando la lavatrice si rompe

crocifissi

Sveglia, colazione, lavoro, pranzo, lavoro, cena, tv, sonno, sveglia, colazione, lavoro, pranzo, lavoro, cena, tv, sonno, sveglia.. un ritmo continuo che accompagna le nostre giornate sotto varie forme.

Purtroppo il numero di coloro che lavorano oggi, a causa della disoccupazione non è altissimo.. tuttavia per lavoro si intendono anche altre cose quali lo studio e le varie abitudini (per un pensionato è l'orto o le bocce o le carte). Sta di fatto che molto spesso si entra come in una lavatrice, sballottati da questi ritmi, trascinati qua e la tra i vari segmenti della giornata che si ripetono con una costanza micidiale fino alla fine della serata dove ne usciamo per sdraiarci al letto.. distrutti, pronti il giorno dopo per un altro lavaggio-giornata. Il tempo scorre e si viene trasportati dagli eventi, si perde il gusto delle cose semplici, tutto diventa automatico e dall'oblò non gusti più ciò che esiste, lo si da per scontato! Lo sguardo è sempre più concentrato alle cose della terra, una strana deformazione attanaglia, un terribile torcicollo che non ti fa più alzare lo sguardo verso il cielo, verso Dio, ma tutto ormai ha il sapore del materiale. Un giorno però accade qualcosa, la lavatrice si rompe! Come? Arriva una brutta notizia dal lavoro o dal lato della salute (tua o dei famigliari o amici) o a livello affettivo. E' un momento delicatissimo, usciamo da quella centrifuga infernale frastornati e dopo tanto riusciamo ad alzare lo sguardo verso il cielo per avere risposte! Perché questa sofferenza? Perché questo licenziamento? Perché mi sento in croce? In questo istante tutto è possibile, potremo avvicinarci a Dio o maledirlo, la scena che viviamo è quella del Golgota, luogo della crocifissione di Gesù, e a fianco di Gesù ci sono due crocifissi: uno che si arrabbiò con il Cristo e l'altro che invece si affidò a lui. Quando la lavatrice della nostra vita si rompe siamo in croce affianco al Messia e dobbiamo decidere se maledire o affidarci, è un momento prezioso perché se scegliamo la seconda strada ci si aprirà una vita nuova! Ho visto grandi miracoli, non guarigioni fisiche.. ma malati che scelsero di accogliere, affidare la loro malattia a Gesù, viverla con Lui ed essere trasformati. Ricordo in particolare un signore di nome Luigi, il quale soffriva di un tumore gravissimo che lo portava a essere giallo in volto e a soffrire molto. Parlando insieme, comprese che doveva scegliere cosa fare.. ormai la lavatrice si era fermata e per quanto si cercasse di rifarla partire, nel frattempo doveva decidere quale dei due ladroni a fianco di Gesù voleva essere. Egli scelse di affidarsi a Dio!! Ricordo che andavo a trovarlo in stanza in ospedale e tutti, tra parenti, infermieri e medici rimanevano senza parole! Perché? Perché era felice!! Si era in procinto di morire ed era felice. Sapeva che la sua sofferenza in qualche modo avrebbe aiutato altre persone, insieme infatti affidavamo la sua sofferenza a Dio per la conversione delle anime. Fu una testimonianza bellissima! Insomma quando la routine della vita viene spezzata da un evento imprevisto che in un modo o in un altro ti mette in croce.. scegli da che parte stare, chi vuoi impersonare.. il ladrone che maledice o quello che si affida. Se sceglierai il primo, ti sentirai rodere il fegato sempre più e il problema non si risolverà, se ti affiderai a Dio, la croce non ti verrà tolta (probabilmente), tuttavia l'affronterai con una serenità incredibile e paradossalmente potrai essere felice come Luigi! Si passa troppo tempo correndo perdendo i dettagli, divorando la strada non ci fermiamo a vedere i fiori che la costeggiano.

Un abbraccio.

 

Ultima modifica ilMercoledì, 17 Luglio 2013 21:55
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.

2 commenti

  • Vito
    Vito Mercoledì, 17 Luglio 2013 10:40 Link al commento

    Grazie Daniele, le tue parole semplici ed essenziali sono esse stesse un dono che aiuta a stare bene nella mente e soprattutto nello spirito. Anche nella sofferenza può esserci sollievo, anche quando essa continui ad essere presente. E' il sollievo che scaturisce dal dono, dalla liberazione dei lacci (comprensibili e umani) dell'egoismo, attaccamento a sé, ripiegamento su sé stessi; volgendosi agli altri e all'Altro che è Cristo, maestro e via di salvezza, la sofferenza si trasforma, non ci porta più in basso (sub ferre) ma in alto.
    Grazie ancora
    Vito

  • Bruno
    Bruno Giovedì, 18 Luglio 2013 19:24 Link al commento

    Nella sofferenza si è soli, poi ti accorgi che al lavoro si è soli, davanti all'estratto conto bancario si è soli (!), davanti alla quotidianità si è soli e potremmo continuare chissà per quanto! Invece rompiamo questo legame materiale e riconosciamo la presenza di Gesù in ogni momento. Con un pensiero d'amore, una preghiera, così tutto acquista valore, persino l'ineluttabilità dello sconforto.
    Un abbraccio comunitario, Bruno




Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?