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..quanti arcangeli Raffaele che incontriamo nel nostro cammino?

In questi giorni, su consiglio di mia zia, mi sono riletta l'intero libro di Tobia nella Bibbia soffermandomi in particolare sulla figura dell'arcangelo Raffaele, che significa "Dio guarisce".
Molto in sintesi si potrebbe dire che quest'angelo accompagna Tobia lungo le peripezie del suo viaggio, trovandogli e guarendogli la sua futura moglie Sara e soprattutto restituendo la vista al suo anziano -e giusto- padre.

Eppure la prima intuizione che quei versetti sembrano far nascere è ancora più immediata; quanti arcangeli Raffaele incontriamo lungo il nostro cammino?
La nostra vita in fondo è tutta una lotta di conversione per passare dal "cuore di pietra" al "cuore di carne" (citando il libro di Ezechiele stavolta) e nessuno si è mai convertito solo per le belle parole.
Forse solo se accompagnate da un tenero sguardo o da un "abbraccio benedicente" (quest'espressione dolcissima è il titolo di un bellissimo libro di Henry Nouwen, che consiglio vivamente).

Dio ha affidato la Sua credibilità a noi e noi siamo credibili solo con i fatti; come dice Albert Camus, perché un pensiero cambi il mondo bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che cambi in esempio.
E allora preghiamo, preghiamo tanto per tutti i nostri angeli della terra che abbiamo incontrato, che hanno incrociato la nostra vita, illuminandola per qualche breve istante o per lungo tempo, o che abbiamo ancora accanto.
Preghiamo perché ognuno di noi trovi il suo Raffaele e soprattutto perché ci possiamo rendere conto di questo dono.
Noi spesso siano come i discepoli di Emmaus quando lungo la via Gesù era al loro fianco ma i loro occhi erano chiusi.
Eppure quando sparì dalla loro vista i loro occhi si aprirono ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?" (Lc 24,13-22). 

La conversione avviene così...
... quando chi ti insegna la Parola non si limita a consegnarti versetti su versetti ma te la mostra viva, reale, con la sua vita appunto;
... quando il perdono di Dio ti arriva anche attraverso un abbraccio che rimette insieme tutti i pezzi rotti;
... quando piangi e trovi una spalla su cui piangere senza essere giudicata, che ti mostra la Bellezza e la Pace che viene solamente dal cercare il "Dio della consolazione" e non la consolazione di Dio.

La conversione può passare attraverso le vie più assurde, le meno "ufficiali" possibili.
Chi può farci capire che si può vivere di quest'Amore più di una madre che si prende cura del figlio malato, morendo poco a poco con lui, quasi non appartenendo più a se stessa?
Un amico che riesce a farti una lezione di teologia interessantissima a partire da qualsiasi affermazione priva di valore tu possa rivolgergli (basta un semplice "sono stanchissima oggi..") non è la migliore conferma che la fede non è per pochi eletti in rare occasioni ma deve essere qualcosa che avvolge tutta la tua vita (nessun ambito escluso! Relazioni, preghiera, impegni, lavoro...), il semplice trascorrere dei secondi?
Una donna che dopo essersi data da fare in mille modi per distrarre, aiutare, proteggere la sorella che sta affrontando una prova difficile, prega per lei tutta la notte non è un esempio eclatante di come il Signore sia veramente nostro "rifugio e forza", "difesa e baluardo"?

La fede è un Incontro con Dio ma passa attraverso gli incontri di tutti i giorni, è un Incontro che ti cambia la  vita perché prima l'aveva cambiata a qualcun altro e da quel momento si diventa l'un l'altro fratelli per coloro che sono stati messi sullo stesso sentiero.
Ricordando sempre, con consapevolezza e umiltà, che la Salvezza viene solo da Dio.

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Maria Carmen

Mi chiamo Maria Carmen (per tutti Marica), ho 24 anni, studentessa di Economia. Abito a Prato, sono catechista da diversi anni e ciò mi dà una gioia immensa. Una passione mai sopita per la scrittura come modalità preferita per trasmettere emozioni, una mania per la lettura. Sin da bambina ho avuto sempre una spinta particolare a non fermarmi al risaputo ma a continuare a pormi domande ed è così che potrei definire il mio modo di vivere la fede; una ricerca continua, un cammino in salita per cercare di vivere secondo lo Spirito anche nei giorni nostri, prendendo coscienza del fatto che, come diceva la volpe al Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi!”, che Dio è veramente dentro di noi e il non vederlo non lo rende meno presente.




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