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Quel mobiletto tra di noi

A volte accadono episodi banali, futili, che creano un ostacolo alle relazioni. Basta una parola detta in più o una detta in meno che si crea il gelo e una barriera tra le persone. Purtroppo è come se ci fosse un "mobiletto" tra due persone che impedisce l'abbraccio. La cosa è buffa perché in teoria l’ostacolo costituito dal mobiletto potrebbe essere facilmente superato in pratica, ma purtroppo non è così.

Quindi il mobiletto tra di noi sono le parole dette o non dette che ci tengono distanti.

Immaginate la scena:

Due amici che si trovano uno di fronte all’altro e vogliono abbracciarsi ma tra di loro c’è un mobiletto!! Cosa possono fare? Uno potrebbe piegarsi e spostarlo, un altro potrebbe girarci intorno e raggiungere l’amico o semplicemente entrambe potrebbero fare un passo di lato e incontrarsi e abbracciarsi.

Avete compreso?

  • Colui che si piega e sposta il mobiletto è colui che è umile e non si lascia vincere dall’orgoglio. L’amore per l’altro lo porta a “perdere” per “vincere”. L’orgoglio è terribile. Tiene le persone lontane per anni, a volte anche per tutta la vita!
  • Colui che fa il giro è la persona che trova una strada nuova, si inventa il sistema per incontrare di nuovo l’amico. L’amore stimola la fantasia e porta le persone a impegnarsi per il bene.
  • Coloro che fanno un passo laterale insieme a mio avviso sono intelligenti perché decidono di andare oltre il problema. Spostandosi entrambe, il mobiletto non darà loro più fastidio!

Il problema è che siamo terribilmente orgogliosi e basta poco perché si rovinino le relazioni. Il nostro orgoglio grida giorno e notte: “Io! Io! Io!” e caccia a più non posso quella "D" che ci farebbe dire: “Dio! Dio! Dio”. In realtà quella D rimane e gridiamo interiormente: “Io-Dio! Io-Dio! Io-Dio”.

Noi non siamo Dio e le sconfitte, le umiliazioni che ci feriscono così tanto in realtà ci servono per far crescere l’umiltà. L’umiltà non è un finto atteggiamento da sconfitti ma la consapevolezza della nostra profonda dignità e dei nostri limiti.

Quanto più cresciamo nell’umiltà e così diminuisce l’orgoglio tanto più i mobiletti non ci fermeranno! Lo slancio decisivo per superare questi ostacoli infine ce lo da l’amore!

L’umiltà con l’amore infatti permette di compiere miracoli di riconciliazione.

Logicamente per riconciliarsi e superare il mobiletto bisogna essere in due, tuttavia dobbiamo fare la nostra parte. Non possiamo costringere le persone a voler stare con noi. Possiamo domandarci invece: “perché le persone mettono mobiletti di fronte a loro?” e anche: “cosa stanno fuggendo? E perché?”.

Molto spesso di fronte a barriere create si nascondono lacrime versate.

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Ultima modifica ilMercoledì, 23 Luglio 2014 09:28
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.




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