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50 sfumature di Vangelo - 5 settimana

I vangeli contengono una quantità di particolari che spesso sfuggono a una lettura superficiale. Piccole sfumature magari, ma utili per comprenderlo e apprezzarlo in pienezza. Ho deciso di dedicare cinque articoli ai vangeli delle cinque domeniche di quaresima, svelando per ciascuno dieci sfumature, a partire dalle parole che tornano più spesso nel testo.

La quinta domenica di quaresima ci presenta Gesù che parla della sua morte con l’immagine del chicco di grano.

  1. Greci. Il termine indica i pagani. Sono i più lontani da Dio e dalla fede, eppure mostrano disponibilità, apertura, mostrano la curiosità positiva di chi sente di aver scoperto qualcosa di grande e vuole andare a fondo: “Vogliamo vedere Gesù”. Richiesta non facile da esaudire perché incontrare dei pagani nella città santa, da parte di un rabbi, va contro la Legge, contro le regole di purità. Ma sappiamo che Gesù non si fa fermare da queste leggi di purezza esteriore. È un’altra la purezza che gli sta a cuore.
  2. Filippo. Aveva avuto un ruolo importante nel far entrare Natanaele nel gruppo dei Dodici: di fronte alla perplessità dell’amico (“Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?”) aveva risposto “Vieni e vedi”. Cristo non si guarda da lontano, di Cristo si fa esperienza. È un vedere che coinvolge il cuore, un vedere per conoscere e poi credere.
  3. Andrea. Secondo il racconto di Giovanni, era discepolo di Giovanni Battista. Quando vide Gesù, scelse di seguirlo riconoscendo in Lui il Messia. Condivise questa scoperta con Simone, suo fratello, e lo condusse da Gesù. Anche qui fa da tramite tra i greci che vogliono conoscere Gesù e il suo Maestro. Noi sappiamo condurre gli altri a Gesù?
  4. Ora. “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato”: l’ora della morte in croce è l’ora della gloria, perché lì si manifesta, si rende evidente l’amore vissuto all’estremo per tutti gli uomini. L’amore è l’unico linguaggio universale, l’unico linguaggio che tutti possono comprendere.
  5. Verità. “In verità, in verità vi dico…” è un’espressione che dice sicurezza e autorità, quella che gli ascoltatori riconoscevano in Gesù (“insegnava come uno che ha autorità, e non come i loro scribi”, si può leggere nel vangelo di Matteo). Con questa autorità, Gesù parla della morte come di una semina, gettando su di essa una luce molto positiva.
  6. Chicco. L’avete mai tenuto tra le mani un chicco di grano? Chi direbbe mai che da quel piccolo seme può venire una spiga carica di chicchi? E voi, vi guardate così, come un piccolo seme?
  7. Terra. Il chicco di grano ha dentro di sé delle energie che hanno bisogno di trovare l’ambiente ideale per liberarsi e sprigionarsi. Possiamo essere chicco ma possiamo anche essere terra che accoglie e fa germinare le energie di bene presenti nel cuore dei fratelli.
  8. Morte. Dalla morte nasce la vita, come in natura. Per portare frutto bisogna morire. Legge dura da accettare. Ma l’alternativa è essere sterili. La persona si realizza nella misura in cui si dona.
  9. Vita. Pare esserci un contrasto tra vita in questo mondo e vita eterna. In realtà, questa è un potenziamento di quella. E questa si guadagnerà aprendosi agli altri, donandosi agli altri. Non si tratta di odiare la vita in questo mondo (la mentalità ebraica non conosce il verbo preferire e usa amare-odiare), ma di preferire una vita piena perché donata, spesa per gli altri, a una vita ripiegata su se stessi.
  10. Padre. Nei sinottici Gesù pregava : “Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice!”. Qui, la sua preghiera diventa grido di vittoria: “Per questo sono giunto a quest’ora” e invocazione: “Padre, glorifica il tuo Nome”. La risposta di Dio non si fa attendere: “L’ho glorificato e lo glorificherò presto!”. La nostra preghiera al Padre abbia le stesse caratteristiche di quella di Gesù: sia abbandono fiducioso nelle sue mani di ciò che siamo, nella consapevolezza che Egli è un Dio fedele alle sue promesse.

Buona Pasqua!

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Ultima modifica ilGiovedì, 02 Aprile 2015 17:56
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.




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