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Ad un giovane

A volte ti prende un desiderio fortissimo di mollare tutto, di non credere più, ma alla fine non hai il coraggio e resti con la tua tiepidezza, resti per paura.

È triste restare per paura quando sai di avere un Dio-Amore che ti ama per amore, cioè gratis, per quello che sei, e che è sempre con te non per controllare quello che fai, quanto studi o quanti esami hai dato per rinfacciarti che sei una lumaca e Lui è lì che aspetta perché ha bisogno di te, che gli doni la tua vita, senza riserve, adesso.

No, Lui è sempre con te come un papà affettuoso che guarda i tuoi passi perché non inciampi, che ti mette una mano sulla spalla mentre piangi (metaforicamente, ovviamente, tu non piangi mai, sei un duro, tu), che ti perdona tutto.

Con un Dio così, restare per paura è proprio triste!

Alla fine forse ti stuferai, perché lottare contro di Lui (è questo che stai facendo in realtà, anche se non vuoi ammetterlo) è inutile. Ti sfinisce soltanto, anche se sei un duro. Questo suo amore gratuito è disarmante. Cerchi di convincerti che Lui ti ama per secondi fini, perché vuole metterti le mani addosso, “ti vuole incastrare”, ma tutti ti dicono che non è così, e in fondo lo sai anche tu.

Per giorni hai pregato, vedendo come la tua fede si stava riducendo a uno straccio e come questo ti faceva star male, dicendo “Non mollarmi”. Era come un grido disperato. “Non mollarmi perché lontano da Te non sono niente, la mia vita non gira, sono ridotto a un’ameba, vivo una vita falsa, tutta esteriore, superficiale, lì a fare il pagliaccio con le amiche quando sotto non c’è niente, quando dentro nego l’unica fonte della mia serenità e stabilità”.

Adesso gliel’hai detto, ce l’hai fatta, al diavolo l’orgoglio (è proprio il caso di dirlo). Gli hai detto “Senti, Signore, fai Tu, che io non ce la faccio”. “Fai Tu, che se ci metto le mani io siamo punto e a capo”.

“Fai tu, Signore”.

In fondo è così semplice, fidarsi e affidarsi…

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Ultima modifica ilVenerdì, 05 Dicembre 2014 23:14
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.

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