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Chiesa e giovani - 10

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

14) La parrocchia la sogno come era per me da fanciulla e da adolescente: un luogo di ritrovo dove poter condividere principi/valori con animatori/catechisti/parroco e ragazzi della stessa età, e, comunque, anche poi come coppie di sposi di genitori... La chiesa sta alla base con la parola di Dio che ti aiuta sì nello studio del vangelo, ma più nella vita quotidiana ... Sai noto che dove vivevo prima avevo tutto, dove sono adesso è città ed è più fredda, più impersonale ... Il canto della stella??? Neanche sanno cos'è! Mia mamma ogni anno fa il ristoro per la parrocchia e mio figlio qui non avrebbe neanche le mie esperienze di campo estivi invernali, di canti preghiere...mah.. Forse devo cercare io qui una parrocchia adatta a famiglia per inserirci...ma per ora non vedo grandi cose... Chi cerca trova... La realtà che ho vissuto io credevo fosse "comune" invece è rara ... O forse quasi unica...

Parrocchia come “luogo di ritrovo per condividere”.

Ecco come si presenta (ancor’oggi) l’esperienze di chi è passato per l’ambito chiesa-oratorio, fin dai primi anni di vita.

Come è recepito oggi invece, dai ragazzi e dai giovani il “territorio parrocchiale”? Un luogo decadente, stagionato, o uno dei posti più congeniali per divertirsi e trascorrere spensierati il proprio tempo! Sempre più di rado le parrocchie sono rimaste luoghi di ritrovo e di condivisione per le comunità cristiane (finchè c’è l’«obbligo» del catechismo e/o delle associazioni, ancora sì…), sostituite da centri benessere, centri commerciali, campi da gioco o piazze varie.

Ecco la sfida meravigliosa e creativa che spetta a noi cristiani del 2000: come far crescere e costruire quello che era parrocchia (fin a qualche decennio fa) nei luoghi di ritrovo, di raduno del presente? In questi luoghi “esterni” (formalmente) alla chiesa, c’è possibilità di inserire qualche spicciolo di fede, qualche grammo di Gesù?

Sono ottimista, io, e rispondo: «Sì, non è semplice, ma è possibile!». Pensiamo semplicemente, quando si è per strada, il saluto alle mamme con il passeggino; o entrare in un edicola per acquistare un quotidiano, e scambiare tre-quattro chiacchiere non solo sportive, ma anche sulla celebrazione vissuta qualche giorno prima; il coinvolgimento dei “distanti” cattolici per iniziative che hanno a che fare con formazione e fede, anche senza nominarle.

Ogni luogo e ogni momento torna opportuno per creare parrocchia, come “luogo di ritrovo per condividere”. Perché non provarci? Non costa… nulla!

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Ultima modifica ilGiovedì, 17 Aprile 2014 09:29
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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