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Chiesa e giovani - 16

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

20) Vorrei una Chiesa semplice e sempre Gioiosa, meno attaccata a formalismi e cerimonie super impostate.. semplicità, condivisione e Gioia... solo questo.

Anche oggi un intervento molto semplice, senza tanti mezzi termini…

Semplicità e gioia: due caratteristiche di importanza fondamentale, due caratteristiche che, leggendo il Vangelo, scopriamo essere la “carta d’identità” di Gesù stesso.

Molte volte sembra sul serio ridicolo il modo con il quale si celebra, o si presenta la figura di Gesù: pomposità, sfarzi, direi quasi “eccessiva centralità dei ministri”, rispetto a Colui che è il centro…

Troppo spesso le formalità prendono spazio, anzi, lo rubano proprio, a quella che è la possibilità grande di essere se stessi, in nome di un “mascheramento” che non fa bene e non ci fa bene!

A che serve vedere un celebrante riccamente dorato e chiuso in uno sguardo severo, impassibile? Credo sia molto più gioioso e attraente un volto sereno, che sorride, che esprime allegria, no?

C’è sempre il rischio di far distinzioni tra ritualismi assodati, e “ministri inventori e stravolgitori” dei riti… Entrambi - lo sappiamo - non favoriscono un clima di preghiera e di coinvolgimento. Ci sono strade sicuramente “a mezza via”, capaci di far presente il fatto che al centro c’è Gesù, accogliente di come siamo, e di ciò che siamo. A volte per uno sguardo non dato si rischia di far sentire “estranea” una persona, in nome della perfezione celebrativa. Molto di più, preferirei un accidentale errore organizzativo, ma… un abbraccio in più ad un bimbo che in chiesa corre dappertutto: lui e i suoi genitori si sentirebbero non solo accolti, ma “di casa” senza alcun problema!

Si “guadagna” di più una persona nel fermarsi a scambiare quattro chiacchiere per strada, mentre si passeggia, piuttosto di dimostrare impassibilità o non interesse se una tal celebrazione non è “perfettamente e sommamente solennizzata”!

Nella semplicità si può scovare con facilità grande profondità; nella maestosità potrebbe passare in primo piano… la superficialità! Occorre sempre avere “occhi aperti”, e “cuore attento”!

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Ultima modifica ilGiovedì, 29 Maggio 2014 12:30
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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