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Chiesa e giovani - 20

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

24) la sogno missionaria..

non solo che punta ad accogliere ma che si muove verso!

La sogno aperta e senza barriere e capace di accogliere tutti… soprattutto di farsi piccola e povera.. non solo nel senso che si dice ultimamente con questo Papa... ma: penso a me.. quando mi trovo in mezzo ai poveri (in senso lato) mi sento una di loro, mi sento privilegiata a stare con loro, ma non perchè li posso aiutare, ma perchè loro possono insegnare a me la dignità,la semplicità, l'umiltà...e infine se abbraccio loro abbraccio Gesù Cristo...vorrei una chiesa che si ricorda questo negli oratori come al vaticano...

Per me la chiesa dev'essere la seconda casa di tutti dove si trova riparo in caso di bisogno, non un altro luogo dove chiedono ancora soldi! .

Chiesa missionaria, in “uscita” più che in “entrata”.

Poter pensare che in mezzo alle persone semplici, povere, umili, non perdiamo dignità, non perdiamo prestigio, ma, anzi, guadagniamo in credibilità, in coerenza! Sono gli ultimi, gli emarginati, i “piccoli” che sono posti da Gesù come esempi.

Cosa proviamo quando ci avvicina un senzatetto? Che effetto ci fa chi allunga una mano, per aver qualcosa da noi?

Il rischio di riempire il nostro mondo, i nostri dialoghi di parole belle, di frasi profonde, ma che non trovano corrispondenza nella quotidianità; il considerare la Chiesa “roba da papa, vescovi e cardinali”, scordandoci che Chiesa siamo anche noi, nelle periferie delle città, o nei sperduti paesi di montagna…

Scoprire che nell’altro c’è Gesù; meglio, l’altro è Gesù per me, dovunque io sia… Quante pagine di storia e di comunità straordinarie si possono scrivere. Ci vuole coraggio andare incontro a chi è considerato “da parte”; ma tale coraggio è un’arma grande per conoscere le autenticità dell’esistenza, le essenziali coordinate per non disperdersi nel bombardamento continuo di proposte frivole dell’odierno…

Prendersi a cuore una persona, una realtà, una situazione dove viviamo, tenerla come quella “special mission” che Dio affida personalmente a ciascuno: come cambierebbe la nostra pastorale, e il nostro saper lodare e rendere grazie per la semplicità e l’umiltà che, assenti molte volte nelle nostre realtà, mostrano una Chiesa tanto formale, ma scarsamente “con i piedi per terra”!

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Ultima modifica ilSabato, 28 Giugno 2014 00:13
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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