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Chiesa e giovani - 9

13) La sogno fatta da persone gioiose.. Come dice Papa Francesco.. Non fatta da persone che vivono in quaresima senza mai festeggiare la pasqua.. La sogno fatta da persone umili, capaci di amare l'altro realmente.. La sogno fatta di giovani.. Io vivo la parrocchia e so quanto è difficile avvicinare i ragazzi a queste realtà.. Perché molte volte i ragazzi della mia età non credono in niente.. E io vorrei una chiesa talmente convincente che riuscisse a rendere il cuore di quei ragazzi più aperto e leggero

Gioia! Persone gioiose!

Ecco la caratteristica prima per una carta d’identità vincente nella fede. Vogliamo sapere se siamo cristiani autentici? Misuriamoci nella gioia… nella gioia di pregare, cantare, vivere assieme quanto ci viene proposto da altri fratelli o amici, inerente a parrocchia… ma non solo!

Permettetemi di “spararla” grossa: sono convinto che, alla domenica, se riuscissimo ad uscire di chiesa con sentimenti di gioia, con il sorriso stampato in viso… ci vorrebbe poco per “essere calamite” verso gli altri, in particolar modo verso i giovani. Non ci credete? Provate! Anzi - perdonatemi! - proviamo!

La tristezza, la routine fissa hanno portato a percepire fede e chiesa come realtà vuote, dove si va per “assolvere” un precetto, ma nulla più! Impostazioni secolari puntano il dito troppo sulle negatività, sui divieti, ma pochissimo sulle opportunità, sulle possibilità, sulla positività che ciascuno custodisce (e che si trova a non conoscere!).

«Persone che vivono in quaresima senza mai festeggiare la Pasqua»: è una definizione chiara e rispecchiante l’odierno, questa, a mio modo di vedere. Come possiamo da credenti in Gesù ricordarci della Pasqua solo una volta all’anno? Come possiamo lamentarci di una fede che si spegne, che è piatta, quando ciò che caratterizza il nostro “definire” la cristianità è un “subire”, più che un vivere, che un lasciarsi coinvolgere da Gesù? Certo, è opportuna la quaresima (tempo per entrare in sé, per interrogarsi sulla propria vita, sullo spazio che si lascia a Dio), ma che senso avrebbe, se non ci fosse la Pasqua, la GIOIA del Risorto?

Per le strade, in piazza, nei bar, nei luoghi di ritrovo tra le persone, svestiamo i tradizionalismi attempati, e rivestiamo i costumi e gli abiti dell’allegria, dello stare assieme amandoci per come siamo!

Dite o siete convinti che non migliorerà proprio niente? Io no… anzi!

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Ultima modifica ilGiovedì, 10 Aprile 2014 09:29
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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