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Come fare la comunione

In realtà in quest’articolo non pretendo di spiegare quale sia la modalità per eccellenza di fare la comunione col Signore. Sarebbe davvero presuntuoso da parte mia e credo che non convincerei nessuno!

Cosa potrei davvero dire difronte ad un dono d’amore di una portata così immensa? Il Signore del tempo e della vita, per rimanere con l’uomo per sempre si è ‘inventato’ un segno che supera la comprensione umana! E l’Eucaristia non è solo un segno, è la presenza stessa del Signore in quel pezzo di pane!

Allora cosa potrei davvero dire su come accostarsi a questo dono? Capite bene che ogni parola sarebbe superflua, ogni considerazione riduttiva. Lascio ai teologi il cercare di spiegare la profondità di questo sacramento.

Per molti anni, durante la consacrazione del sacerdote, mi sono concentrato cercando di capire con l’intelligenza cosa stesse per accadere. Per molto tempo mi sono accodato agli altri per andare a ricevere la comunione, pregando e cercando di entrare con la forza dei miei sentimenti in questo mistero. Per troppo tempo mi sono imbattuto in preghiere e suppliche che potessero farmi sentire degno di quello che stavo per ricevere…

Poi ho smesso!

Adesso balbetto qualcosa del tipo:

“Signore, io davvero non conosco la portata di questo dono d’amore che ci hai lasciato, che ci permette di rompere le barriere del tempo e ci catapultano a quella sera, alla presenza Tua. Io non so assolutamente nulla su cosa ti passava nel cuore quella notte, quanto amore ti fluiva nelle vene per concepire un qualcosa di tale grandezza. Non so come possa accadere un evento tanto grande quanto quotidiano, silenzioso! Quello che so è che voglio stare qui come quella sera. Non voglio capire! Voglio solo contemplare, ammirare silenziosamente e lasciarmi trasformare da te.

Io so che tu sei oltre quello che la mia intelligenza, i miei sentimenti possono concepire e che tu operi al di la’ di quello che vedo e che sento! Quindi non mi concentro e non mi sforzo di capire ma solo mi lascio raggiungere da te. Mi fido di te e so di per certo che questo incontro con te porterà frutto a suo tempo”

Amen.

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Ultima modifica ilVenerdì, 27 Febbraio 2015 23:38
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info

1 commento

  • Paolo Morandi
    Paolo Morandi Sabato, 28 Febbraio 2015 18:43 Link al commento

    Colui che veramente ama, vuole intensamente stare sempre con l'amato: a Dio nulla è impossibile e perciò lo ha fatto!
    Sta poi a noi, semplicemente e con immensa riconoscenza, accogliere tale dono-prodigio.




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