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Pietro e Giuda. Due apostoli. Due seguaci di Cristo e suoi amici. Due traditori.

Due destini apparentemente opposti. Da una parte c'è Pietro che, nonostante una "sbandata" nella quale rinnega Gesù, è la roccia sulla quale Cristo decide di fondare la sua chiesa, e dall'altra c'è Giuda, il traditore, colui che ha rinnegato il suo maestro, che ha premeditato una sorta di compra-vendita di Gesù per pochi denari.

Che cos'è che lega questi due personaggi? Perché si può operare un confronto tra i due? E perché per al medesimo gesto, il tradimento, gli sono stati riservati due destini completamente diversi?
Sicuramente ciò che unisce Pietro e Giuda è il tradimento.. Pietro per ben tre volte dichiara di non conoscere Gesù. Ci troviamo nel sinedrio, i capi dei sacerdoti sono riuniti dal Sommo Sacerdote per una sorta di processo con il quale avrebbero poi decretato la morte di Gesù. Una folla si trova fuori dalla casa e Pietro è in mezzo alla folla. Una donna lo riconosce ed afferma che anche Pietro "era con Lui". Panico. Cosa può scattare nella mente di Pietro? Qui entra in gioco l'istinto di sopravvivenza. Affermare di essere discepolo di Gesù, rischiando così la fustigazione, oppure negare di conoscerlo per salvarsi la pelle? Pietro evidentemente optò per la seconda ipotesi. Per ben tre volte afferma di non conoscere Gesù, di non avere niente a che fare con lui. Poi il canto del gallo. Il ricordo delle parole di Gesù: "prima che il gallo canti, mi avrai rinnegato tre volte". Infine il pianto. Il caso di Giuda è apparentemente più semplice. Per i farisei Gesù era un personaggio scomodo all'epoca.. ancorati com'erano nell'osservanza della legge e dei comandamenti di Dio, non tolleravano proprio che Gesù e i suoi discepoli se ne andassero in giro per la Galilea ad annunciare il Regno di Dio, il perdono dei peccati, la misericordia, l'amore per Dio e per il prossimo. La tradizione per i farisei era tutto e non avrebbero permesso a Gesù di rovesciare le cose e, dato che stava riscuotendo un discreto successo, decisero di farlo fuori.
Avrebbero soltanto dovuto individuarlo e trovare un pretesto per processarlo. Giuda si prestò bene per questo compito. Per pochi denari decise di vendere il suo Maestro, lo tradì con un bacio, segno di amore, e lo consegnò nelle mani dei sicari. Poi anche per lui c'è la presa di coscienza. Si rende conto di ciò che ha fatto e si uccide.
Pietro, traditore ma roccia della Chiesa. Giuda, traditore e suicida. Come sono possibili due sorti così differenti? La risposta la troviamo nella reazione che i due hanno avuto quando sono stati posti davanti ai propri limiti. Entrambi hanno riconosciuto di aver sbagliato, di essersi comportati in maniera errata ma, mentre Giuda è precipitato nella disperazione, autodistruggendo se stesso e tutto ciò che di buono aveva fatto fino a quel momento, Pietro crede nel perdono di Dio e nella sua misericordia. In altre parole Pietro sbaglia, riconosce l'errore fatto e crede di poter essere perdonato per quell'errore.
Ma quanto è bella questa cosa?
Il nostro Dio non è un Dio che giudica, che punta il dito e che ti presenta la lista di ciò che hai sbagliato per farti sentire un traditore. Il nostro Dio non è come Zeus, non lancia sciagure proporzionate all'errore che abbiamo compiuto!
Volete sapere che fa il nostro Dio? volete sapere come si comporta quando noi sbagliamo?
Come un buon padre di famiglia aspetta che il figlio torni a casa, così il nostro Dio aspetta ognuno di noi. È lì, alla finestra, e appena intravede la tua ombra che si avvicina, esce di casa e ti corre incontro per avvolgerti in un abbraccio che salva! Questo è il nostro Dio, il Dio della salvezza, dell'amore e della misericordia.
Pietro capisce questo, non si limita al tradimento, guarda oltre, non si ferma a rimuginare sull'errore che ha commesso, non si lascia travolgere dai sensi di colpa. Si fida invece di quel Maestro che accompagnava da tanto tempo, crede alle sue parole e crede alla sua promessa di salvezza e di giustizia. Questa fede in Dio lo porta a fare un passo verso di Lui, lo porta a compiere quel passo che sarà decisivo per la sua vita!
ma voi pensate che bellezza.. Pietro fa un piccolissimo passo e Dio gli corre incontro e gli restituisce cento volte tanto! Gli affiderà l'incarico di fondare la chiesa..
Tutti sbagliano, tutti peccano e tutti continueranno a farlo. Noi possiamo fare la differenza perché abbiamo una marcia in più. Perché sappiamo di avere un Padre misericordioso che ci ama e che ci amerà sempre e nonostante tutto perchè non potrebbe mai abbandonarti!
"Non sentirti abbandonato, perchè io sono sempre con te. Non ti abbandonerò, non posso abbandonarti perchè sei la mia creatura e la mia creazione, mia figlia e mio figlio, il mio scopo e il mio si. Invocami perciò ovunque e in qualunque momento ti troverai separato dalla pace che io sono. Io sarò lì." Conversazioni con Dio _film

Ultima modifica ilDomenica, 26 Maggio 2013 23:28
Glenda Grasselli

Sono laureata in Scienze dell'Educazione all'Università degli studi di perugia. Attualmente frequento l'Istituto Teologico di Assisi e lavoro come educatrice in un asilo nido e doposcuola di mia gestione. Faccio parte della Gioventù Francescana.

 

Sito web: https://www.facebook.com/glenda.grasselli?ref=ts&fref=ts

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