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Distruggi con Gesù ogni Moloch!

Un giorno una persona molto cara mi disse: “Il male attacca sempre la vita che nasce! Non te lo scordare!”. Questa frase lungo gli anni mi è ritornata spesso in mente ma non ne ho mai compreso pienamente il senso finché non ho conosciuto il terribile culto di Moloch.

Quello che leggerete è molto forte, presente nella sacra Bibbia e forse anche nella realtà contemporanea.

Il culto di Moloch nella Bibbia

Il popolo d’Israele viveva a stretto contatto con i popoli di Canaan che adoravano un Dio dalle sembianze taurine: Moloch. I fedeli del dio Moloch sacrificavano i loro bambini primogeniti i quali venivano uccisi perché bruciati all’interno della statua taurina! Molto spesso i bambini sacrificati venivano messi nei palmi della statua, un meccanismo faceva alzare le braccia e il bambino cadeva nella statua al cui interno c’era il fuoco.

Tale terribile culto è stato praticato anche dal popolo d’Israele e più volte Dio ha condannato tale condotta. Iniziamo a vedere i passi biblici: 

  • “Non consegnerai alcuno dei tuoi figli per farlo passare a Moloch e non profanerai il nome di Dio” (Lv 18,21)
  • “Hanno edificato gli alti luoghi di Tofet, che nella valle del figlio Hinnom, per bruciare nel fuoco i loro figli e le loro figlie, cosa che non avevo comandato e che non mi era venuto in mente” (Ger 7,31)
  • "Giosia profanò il Tofet, che si trovava nella valle di Ben-Hinnon, perché nessuno vi facesse passare ancora il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco in onore di Moloch” (2 Re 23,10).
  • “[Acaz] fece persino passare per il fuoco suo figlio, secondo gli abomini delle nazioni che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti”(2 Re 16,3).

Il Tofet “crematorio” era il luogo cerimoniale dove si compivano i sacrifici. Esso si trovava nella valle di Ben-Hinnon (Geenna) a sud della città di Gerusalemme. Per questo motivo il nome Geenna divenne sinonimo dell’inferno nella tradizione ebraico-cristiana. (cfr. note La Bibbia via, verità e vita)

Il grandissimo re Salomone, costruttore del Tempio e famoso per la sua sapienza fece costruire sul monte che sta di fronte a Gerusalemme un luogo per Chemos e per Moloch. Addirittura il re Acaz fece passare per il fuoco suo figlio in onore di Moloch!

Potete anche confrontare: Atti 7,42-43 e Lv 20, 2-5.

Il culto di Moloch in Metropolis

Metropolis è un bellissimo film di Fritz Lang, la trama in questa sede non ci interessa, voglio solo far notare che il regista presenta la fabbrica e il capitalismo in generale come un Moloch che fagocita gli uomini. Il regista ci fa capire che le logiche di mercato, del lavoro, rendono le persone semplice carne da macello che viene stritolata.

Il culto di Moloch oggi

Unendo questi elementi capiamo che un Moloch è qualcosa che viene considerato importante e chiede un sacrificio enorme. Nella nostra società abbiamo tanti Moloch che purtroppo chiedono sempre più il sacrificio dei piccoli e indifesi. In una società dove conta solo chi appare e non chi “è”, chi è Moloch? Chi viene sacrificato?

Moloch è il tuo profilo social a cui dedichi intere ore per apparire e avere consensi e sacrifichi la tua vita reale. Moloch è la tua carriera lavorativa che ti assorbe tutta la settimana e non hai più tempo per chi ti vuole bene. Moloch è il denaro che insegui disperatamente e sei disposto a rubare e a fare del male a chi rimane onesto. Moloch è la giovinezza e spensieratezza che vuoi a tutti costi e sacrifichi il bambino nella tua pancia per essere “libera” da pesi.

Moloch ti promette ma non dona… e in cambio ti lascia una scia di sangue. Coincidenza vuole che nella sede più famosa della finanza ovvero Wall Street abbiamo proprio una statua del toro!

Gli uomini devono guardare a chi è realizzato nel servizio del prossimo! Il modello di vincente non è chi appare ma chi AMA in profondità. Anche se il mondo applaude chi ha i numeri, chi è veramente felice è colui che ama e sperimenta in tutto questo grande gioia.

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Ultima modifica ilMercoledì, 06 Luglio 2016 09:37
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.

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