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Dove Dio ti ha messo

“Dove Dio ti ha messo, restaci per amore” (Chiara Lubich)

Signore, cosa ci faccio io qui? Cosa c’entro con questa gente?

È una realtà così diversa da quella alla quale ero abituata, e questa gente è così diversa da me, così lontana dal mio modo di pensare, di vivere, di vedere la vita. Non so nemmeno cosa posso riuscire a dare, cosa posso riuscire a fare con loro, per loro.

Non capisco questa tua chiamata. Sono confusa.

È tutto così assurdo.

Ero così a mio agio prima, sapevo cosa fare, come muovermi.

Ora mi sento persa. Navigo a vista, senza direzione precisa, senza punti di riferimento stabili.

Mi sto dando da fare, sto lavorando di più… troppo. Mi sento a pezzi. Vorrei andarmene.

Ma poi penso che se tu mi hai voluta qui, un motivo c’è. Ci deve essere.

Posso essere dono anche qui.

A patto di non contare solo sulle mie forze. A patto di non pretendere di cambiare subito, di cambiare tutto. Io, la solita wonder woman, la salvatrice del mondo, quella che arriva e risolve ogni problema.

Posso essere dono, a patto di riconoscere la mia povertà. A patto di riconoscere che non ho molto da dare, solo quei cinque pani e due pesci, poca cosa. Ma proprio con quelli Tu farai il miracolo.

E allora penso che quando hai detto “Fate questo in memoria di me” non ci hai chiesto semplicemente di rifare quei gesti, di ripetere quelle parole, ma ci hai chiesto di spezzare come Te il pane della nostra vita per i nostri fratelli, quelli che Tu ci hai messo accanto, di versare come Te il vino della nostra vita per gli altri.

Sarò pane, allora, Signore, pane spezzato per molti, vita donata per tutti.

E sarò vino che scalda il cuore, vita offerta per ciascuno.

Lì dove tu mi hai voluto.

Lì dove tu mi hai messo, ci resterò.

Per amore.

 

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Ultima modifica ilMercoledì, 30 Ottobre 2013 20:53
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.

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