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Giubileo della Misercordia

Miserando atque eligendo” (dal latino: “scegliendo con misericordia”) è l’osservazione di san Beda il Venerabile dove, in una sua omelia riferendosi all’episodio di Matteo che seduto al banco delle imposte viene chiamato da Gesù a seguirlo (Mt 9,9), fa questa bellissima considerazione affermando che il Signore vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore e “scegliendo con misericordia” gli disse: "Seguimi"»

“Miserando atque eligendo” è il motto di papa Francesco che ha scelto come suo da apporre nel suo stemma papale perché lui stesso si è sempre sentito “scelto con misericordia”, come Matteo.

Questo la dice lunga sul desiderio di papa Bergoglio di indire un Giubileo straordinario della Misericordia. Senza dubbio il cuore del pontificato di questo papa è la Misericordia che fin dall’inizio della sua elezione ha fatto risuonare con tono rinnovato e concreto.

A me colpì tanto quando parlò ai parroci di Roma dicendo «La Chiesa oggi possiamo pensarla come un “ospedale da campo” … Lo vedo così, lo sento così: un “ospedale da campo”. C’è bisogno di curare le ferite, tante ferite! Tante ferite!». Mi piace questo desiderio di papa Francesco di  far prevalere su altre immagini della Chiesa, che certo non nega e ne esclude, quella di una Chiesa che cura le ferite, che si piega sull’uomo, che non ha paura di essere contagiata, che sceglie la prossimità dei peccatori e di tutti coloro che hanno bisogno di salvezza.

Papa Francesco è perfettamente in linea con il Concilio Vaticano II dove, già Papa Giovanni XXIII pronunciava all’apertura dei lavori queste parole: «Quanto al tempo presente … la sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece che imbracciare le armi del rigore… Così la Chiesa cattolica … vuole mostrarsi madre amorevolissima di tutti, benigna, mossa da misericordia e da bontà verso i figli da lei separati».

Troppo tempo è passato da allora, e a me sembra che questo spirito del Concilio in realtà non sia stato preso troppo sul serio. Quelle parole di Giovanni XXIII che desideravano porre fine a un’epoca caratterizzata da una forte intransigenza assunta nella dottrina, nella morale e nel confronto tra Chiesa e società, tra cattolici e quanti non appartenevano alla Chiesa, sono ancora lontane.

Qualcuno dice che questi 50 anni intercorsi tra il Concilio Vaticano II che si è chiuso l’8 dicembre del 1965 e l’apertura del Giubileo straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco, che si è aperto l’8 dicembre scorso, sia come una grossa parentesi. Qualcuno addirittura arriva a paragonare noi cristiani al popolo d’Israele che per 40 anni ha vagato nel deserto attendendo di arrivare nella terra promessa.

E’ un paragone un po’ azzardato ma rende l’idea.

Il Giubileo della Misericordia è l’apertura, fisica e simbolica, delle porte della Chiesa al mondo. Siamo in cammino e desiderosi di vivere la nostra identità profonda di figli di Dio, somigliare a Lui ed essere misericordiosi come Lui… almeno provarci con sincerità di cuore, sapendo che il limite imposto al male è proprio la misericordia! (cit. Giovanni Paolo II, “Memoria e identità”) 

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Ultima modifica ilGiovedì, 17 Dicembre 2015 11:04
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info



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