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Dimmi chi sei, anzi no

Il passato a volte pesa. La nostra storia è segnata da errori, fallimenti ed esperienze dolorose, e il nostro modo di guadare ad essi rischia di compromettere il nostro approccio alla vita. Ma il passato è passato, non lo possiamo cambiare. Ciò che possiamo cambiare è il presente e il futuro. Ciò non significa cancellare ciò che abbiamo vissuto, dimenticare quello che abbiamo fatto, visto, sofferto, amato, sperato, immaginato. Non significa chiuderlo in una scatola e buttarlo al macero insieme ai vestiti vecchi e alle cianfrusaglie di una vita che non ci appartiene più. Perché è comunque nostro, lo portiamo con noi, dovunque.

Ma questo carico non deve impedirci di camminare liberi. Non deve impedirci di aprirci alla novità che chiede di entrare nella nostra vita oggi. Oggi!

Spesso crediamo di non poterci sciogliere dai lacci del passato, che ci trasciniamo dietro come un grosso masso legato ad una catena. Lasciamo che degli insignificanti granellini di sabbia diventino macigni. E noi lì a spaccare, a spaccare, nella speranza di liberarci… ci portiamo dietro delle cose che non abbiamo metabolizzato, che non riusciamo a guardare con serenità… Sono le nostre cicatrici. Però, accidenti, fanno parte di noi! E hanno fatto la persona che siamo adesso! Non saremmo ciò che siamo senza di esse. Allora impariamo a voler bene anche alle nostre cicatrici, senza stare lì a guardarle e ringhiare a denti stretti “andatevene, andate via!”.

C'è Qualcuno a cui non interessa il nostro passato. Perché lo conosce. Ci conosce. E ci dice, come a Zaccheo, "Oggi devo fermarmi a casa tua". Oggi.
Non ci chiede nulla, chiede solo di essere accolto. E non gli importa se non abbiamo spazzato il pavimento, se c'è sporcizia o ci sono addirittura macerie. Lui è lì che aspetta solo che gli apriamo. E non ci chiederà quante volte l'abbiamo fatto, perché l'abbiamo fatto, chi è stato, di chi è la colpa, ci dirà semplicemente, come all'adultera, "Non ti condanno". E si lascerà bagnare i piedi con le nostre lacrime e asciugarli con i nostri capelli, se quella è l'unica cosa che sappiamo fare, come la peccatrice in casa di Simone, e ci dirà "Ti sono perdonati i tuoi peccati... va' in pace". E non ci chiederà il curriculum, ma ci dirà semplicemente “Seguimi”, come a Levi seduto al banco delle imposte. E ci chiamerà, anche se abbiamo un caratteraccio, come i figli del Tuono, o quel testone di Simon Pietro…

Allora, fa’ come ho fatto io. Aprigli. Accoglilo. Stai davanti a Lui con ciò che sei. Lasciati perdonare e impara a perdonarti, fai pace con te stessa, con te stesso, con la tua storia, con il tuo passato. Oggi. Perché oggi è il giorno della tua rinascita. “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”.

Le storie dei personaggi citati

Se vuoi rileggere le storie dei personaggi citati in questa riflessione cerca nei vangeli:

  • Luca 19,1-10 (Zaccheo)
  • Giovanni 8,3-11 (l'adultera)
  • Luca 7,36-50 (la peccatrice)
  • Marco 2,14 (Matteo Levi)
  • Marco 3,17 (i figli di Zebedeo)
Ultima modifica ilMartedì, 30 Luglio 2013 23:50
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.

7 commenti

  • Simone
    Simone Martedì, 06 Agosto 2013 13:52 Link al commento

    Ultimamente non riesco molto a leggere i post del blog per diversi motivi. Mi devono ancora trasferire la linea di casa e con lo smartphone è scomodo (ora leggo e scrivo dal lavoro), siete bravissimi e molto prolifici nella scrittura che fatico a starvi dietro.
    Ma quando scrivi tu, Irene, rizzo sempre le antenne.... Forse perché hai quel modo di scrivere le cose del Cielo che mi è più congeniale, forrse perché scrivi spesso di cose su cui mi sto interrogando in questi ultimi anni.
    Quest'ultimo tuo post poi pone una questione per me fondamentale, il passato che non deve condizionare ciò che può essere da oggi in poi.
    La mia vita è stata condizionata così spesso da questo che ora mi ritrovo ad aver fatto scelte che non rinnego, ma che non so se sarebbero state quelle che avrei fatto non lasciandomi condizionare da certe paure di ripiombare in certe situazioni del mio passato. Insomma, non mi sono soffermato a pensare se la strada che ho scelto è la strada che fa per me meglio di tutte le altre e sopratutto se questa è la via che Lui avrebbe voluto per me. Sono giunto a questo bivio ora che mi sento abbandonato da una persona per me molto importante per la quale in parte non mi sono mai sentito libero di ascoltare il mio cuore e i miei talenti al cento per cento.
    Farsi condizionare troppo da ciò che è stato ti può bloccare, far vivere nella paura e lo vedo tutti i giorni in quella persona che ho menzionato pocanzi.
    Chiedo al Signore tutti i giorni di donarmi la libertà di seguire quel disegno che ha per me e che devo ancora scoprire perché non ho avuto la forza di farlo prima.

  • Irene
    Irene Martedì, 20 Agosto 2013 15:48 Link al commento

    Simone, grazie per queste parole così vere! Dicono tutta la fatica di “prendersi in mano”, la voglia di “lasciarsi lavorare” da Dio, la fiducia in Lui nonostante le paure e i pesi. È un cammino lungo e anche doloroso, ma bellissimo, è lo stesso cammino della nascita, del parto! In fondo la vocazione non è qualcosa di preconfezionato che dobbiamo convincerci ad acquistare, ma è qualcosa che cresce dentro di noi, cresce con noi e ad un certo punto chiede di nascere. Ho passato anni credendo di “dovermi fare suora” perché “era la mia vocazione”, ora sono moglie e madre felice… Dio non ti molla, la tua felicità gli sta troppo a cuore! Non temere, rimani aperto alla vita, a Dio, si manifesterà! Prego per te!

  • Simone
    Simone Mercoledì, 21 Agosto 2013 14:57 Link al commento

    Grazie e te a tutti i bloggers del sito.
    Posso dire che, sebbene a distanza, anche voi siete un segno e un tramite che mi spingono ulteriormente a cercare in quella dimensione spirituale, che ho per diversi motivi trascurato negli ultimi anni, quella serenità che ora manca in me forse propro a causa di questa trascuratezza.
    Sono proprio contento di aver conosciuto Buona Novella attraverso i twitt di una persona, conosciuta pure a distanza, che col suo esempio mi ha dato il "La" (e nel suo caso posso proprio dirlo che mi ha dato il "La") per capire che avevo lasciato troppo indietro e per troppo a lungo il mio rapporto con Dio al di la della partecipazione alla Messa Domenicale.

  • Roxane
    Roxane Giovedì, 22 Agosto 2013 19:53 Link al commento

    Grazie per il tuo scritto,cara Irene!In questo periodo,sono in un travaglio interiore molto sofferto!
    Dal 2001 fino ad oggi,a pochi anni di distanza l'uno dall'altro,ho perso mia mamma,mio marito,ed infine,lo scorso Natale,mio papà.
    Ora mi ritrovo a cercare di capire chi sono,visto che non ho più una mia dimensione in questa "strana"società!Nonostante un lungo cammino di fede nel Rinnovamento nello Spirito,e dopo l'Effusione dello Spirito,ora sono immersa in una Babele di sentimenti,che stanno creando uno stallo nel mio cammino,sono ancorata al mio passato come una cozza allo scoglio,ed il rendermi conto che ormai sono rimasta sola,con un figlio da tirare su ,mi sta pesando come un macigno!Sento la solitudine e la povertà di me stessa,oltre che quella finanziaria,quasi come un castigo,e dopo tanta ribellione a questo stato di cose,ora,mi sono seduta,ed aspetto,non so neanche io cosa!Continuo a pregare,ad andare a Messa,a leggere la Bibbia,a fare Adorazione,ma è come se una parte di me se ne fosse andata via per sempre con i miei cari!E' la Notte buia!Se puoi,prega per me e mio figlio!Grazie,ed a presto!

  • Irene
    Irene Venerdì, 23 Agosto 2013 16:10 Link al commento

     Carissima, mi ha colpito molto quello che hai scritto, e ha suscitato in me una profonda tenerezza. Ti senti abbattuta, sola, povera. Magari qualcuno ti deride anche: dov’è il tuo Dio adesso? Una parte di te è morta con i tuoi cari… ma una parte di te vive con loro! Ci pensi? Un pezzetto di te sta in paradiso coi tuoi cari! Voi siete intimamente uniti e il loro amore, la loro forza, la loro presenza continua ad accompagnarti. Il tuo passato è dolore ma anche ricchezza, ed è giusto che tu ci sia ancorata, perché su quello devi continuare a costruire, e costruire qualcosa di nuovo ogni giorno. Forse il silenzio di Dio vuol dire che Lui in questo momento non vuole parlare “con” te ma “attraverso” di te, attraverso la tua testimonianza di sposa e madre che vive la sua fedeltà in modo esigente e nuovo, che soffre e spera e sa che la sua forza è in Lui. Ti abbraccio forte e ti (vi) assicuro la mia preghiera!

  • Roxane
    Roxane Domenica, 25 Agosto 2013 14:16 Link al commento

    Grazie!Non ho parole.Sto faticosamente salendo il mio sentiero verso la cima del monte,e spero nonostante i pesi sul cuore,di raggiungerla per poter contemplare il cielo,e ritrovare il fuoco del Roveto Ardente,per poter risentire la Sua Voce , la Sua Carezza d'Amore,e finalmente la Pace del Perdono e dell'Accoglienza!
    Ti ricorderò nelle mie deboli,ora,preghiere!Grazie di cuore,cara Irene!

  • Irene
    Irene Martedì, 27 Agosto 2013 09:21 Link al commento

    Grazie! Ci sei nelle mie!




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