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Il Rosario - Misteri della luce: La Trasfigurazione

Il quarto mistero della luce ha il colore…della luce. Luce abbagliante, intensa, rivelatrice.

Luce che sorprende e spaventa i nostri occhi, abituati al chiaroscuro dell’ordinario quotidiano…

Gesù SI TRASFIGURA SUL MONTE

Immaginate con me la scena: sono saliti sul monte, Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni. Il maestro li ha invitati ad andare con lui, lassù, loro soli. Il perché non lo sanno, ma che importa? È un privilegio essere scelti per vivere con Lui qualche ora in modo esclusivo.

Camminano dietro al maestro, conversando brevemente. Il ripido sentiero e il passo spedito di Gesù non consentono lunghi dialoghi.

Sono arrivati, finalmente. I discepoli, stanchi, si stendono a riposare, mentre Gesù si siede in silenzio.

Davanti a loro la valle risplende di luce, e a pochi chilometri di distanza l'azzurro intenso del lago mostra tutta la sua bellezza.

Istanti di pace e di intimità. Il maestro contempla l'orizzonte, assorto in preghiera, quasi assente, attratto dall'invisibile.

Ma… che succede? I suoi occhi diventano luminosi come diamanti, il suo volto è come il sole, la veste accecante più della neve. È un sogno? È il loro maestro, quello? E quei due uomini? Chi sono, da dove vengono? Possibile? Mosè? Elia? No! Quelli non ci sono più!

La paura gela i corpi dei discepoli in una morsa di ghiaccio, blocca loro la mente in una prigionìa di vuoto, toglie ogni parola dalle loro voci barcollanti. Vedono e sentono senza capire, annaspano cercando brandelli di una realtà rassicurante e quotidiana, che sembra svanita in quella luce abbagliante.

"Maestro, è bello stare qui. Facciamo tre capanne...". Sì, un tetto è stabile, protegge... se non sono fantasmi.

Le parole tremanti di Pietro sono inghiottite nell'immensità della nube che all'improvviso scende su di loro, li avvolge e li immerge più a fondo nel mistero. "Questo è mio Figlio, l'amato. Ascoltatelo!".

Poi più nulla. Se era un sogno, è finito. Se era realtà, è meglio tacere.

La strada del ritorno è percorsa da passi lenti e timide domande, da parole strane, pronunciate a bassa voce, quasi un segreto, un annuncio misterioso deposto nel cuore dei discepoli, un germoglio sconosciuto che si aprirà alla luce della risurrezione.

Gesù, tu vedi oltre il nostro sguardo, tu non attendi che siamo in grado di capire, per rivelarti a noi.

Grazie! Alla tua luce vedremo la luce!

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Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Ultima modifica ilVenerdì, 08 Agosto 2014 09:29
Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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