banner header
Log in

La Buona Novella dell'Estate

L'Estate si svegliò. Era ora di andare, anche quest'anno. Tutta la creazione la stava aspettando.

Aprì l'armadio, quell'armadio colmo di colori e profumi che suo Padre le aveva donato il giorno in cui l'aveva messa al mondo. Indossò il verde vivo dei campi, l'azzurro pieno del cielo, il giallo caldo del sole e sorrise, sazia d'amore e di felicità.

Com'era bella l'Estate! I suoi capelli dorati profumavano di grano maturo, e nei suoi occhi c'era la luce blu del mare. Era bella, era solare, era piena di vita ed energia.

Suo Padre le aveva assegnato il posto centrale nel corso delle stagioni, a metà dell'anno.

L'Estate subentrava a sua sorella Primavera: coltivava i suoi fiori, portava a maturità i suoi frutti, li raccoglieva e li donava. Era nata per questo. E suo Padre l'aveva dotata di luce e di calore, di passione e intensità in misura straordinaria.

L'Estate, dunque, uscì, respirando libertà, cinguettando e fischiando trilli e melodie esultanti, correndo sui prati e tuffandosi nei torrenti.

Era la sua stagione. E la viveva.

Che c'entra questo squarcio sognante in un blog cattolico? Quali contributi può dare una stagione che si fionda e fluttua tra contenuti di fede?

Non lo sappiamo. Però è bello che ci sia. Perché suo Padre l'ha fatta per noi. E l'ha firmata. Una stagione d'Autore.

Sì, c'entra!

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?