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La novità di Maria

Nella Chiesa Cattolica e nel sentire comune dei credenti, Maria da sempre ha occupato una posizione di grande rilievo. Nel corso della storia si sono accentuate sempre più pratiche religiose, e devozioni in onore della Madre di Dio.
 
Maria è una delle figure più note della Sacra Scrittura, a lei sono stati dedicati libri, riflessioni, studi teologici, sociologici e di natura ecclesiale. Essa è considerata fondamento della Chiesa Cattolica e prima credente. Non di meno, è stata assunta come modello di vita in quanto donna e madre, sia nell'umanità di madre che assiste il Figlio messo in croce ingiustamente dal popolo, e sia nella santità di colei che ha saputo amare Dio e realizzare il suo volere.
Ma siamo sicuri del perchè Maria è diventata santa? Siamo davvero certi di conoscere le vere motivazioni che ci spingono a venerarla ed a dedicarle numerose pratiche religiose e santuari?
Se ponessimo queste domande ad una persona dichiaratamente atea o di altra religione, la risposta che mi aspetto di ottenere è la seguente: la chiesa cattolica considera santa Maria per la sua maternità verginale.
In effetti c'è da dire che nessuna di noi donne può rimanere incinta senza un rapporto sessuale e non possiamo nemmeno considerare una normalità il fatto che Maria sia stata la mamma di Gesù, cioè di Dio fatto carne. Ovvio che queste due motivazioni sono da sole sufficienti a spiegare la santità di Maria, ma c'è una terza motivazione. È meno conosciuta, meno spiegata dai sacerdoti durante le omelie: Maria è diventata santa perchè ha saputo alimentare e portare a compimento la sua personale relazione con Dio.
Dio ha pensato ognuno di noi, ci ha scelti e ci ha creati per amore e ha pensato per ciascuno di noi un progetto che se realizzato porta a compimento la nostra umanità e ci conduce alla salvezza.
Questo è accaduto anche a Maria: Dio l'ha pensata e ha pensato per lei un particolare progetto di vita, proprio come accade a ciascuno di noi. Maria è stata concepita senza peccato originale in vista del ruolo decisivo che essa avrebbe dovuto assumere poi nella storia della salvezza. Come può fare ciascuno di noi, Maria ha potuto scegliere, Dio non l'ha messa davanti al fatto compiuto, non l'ha costretta, ma ha chiesto a lei il permesso di potersi servire di lei come strumento per far nascere nel mondo suo Figlio. Maria ha acconsentito al particolare progetto di Dio per la sua vita con l' "eccomi", una semplice parola ma portatrice di grande profondità e significato. Se lei avesse detto di no..
ciò che ha fatto Maria è stato semplicemente accogliere, coltivare e custodire la sua personale relazione con Dio che per lei ha assunto la forma particolare della maternità verginale.
La santità è vivere in Cristo e tutti coloro che sono abitati dall'amore di Dio sono santi, per Maria ha assunto questa forma particolare che varia per ciascuno di noi.
Il Concilio Vaticano II nel quinto capitolo di Lumen Gentium ci ricorda che la santità si configura come un dono che dipende da Dio e che ogni uomo che nella sua vita riesce a mantenere il dono ricevuto è santo, poiché la santità non è un qualche cosa che si guadagna, ma bensì una condizione che già c'è perchè dono.
Maria questo l'aveva capito molto bene, ha saputo custodire questo prezioso dono di
Dio ed è in virtù di questo che ha saputo realizzarsi pienamente come essere umano.

Alla luce di quanto detto il Santo Rosario e le feste con cui celebriamo Maria dovrebbero assumere un significato particolare: dovrebbero ricordarci che Maria era una di noi, una ragazza che ha detto si al progetto di Dio e che, attraverso questo si, essa ha saputo mantenere il dono della santità che tutti noi abbiamo perchè essa, la santità, assume forme diverse in base agli stili di vita che decidiamo di scegliere.

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Ultima modifica ilVenerdì, 18 Ottobre 2013 00:15
Glenda Grasselli

Sono laureata in Scienze dell'Educazione all'Università degli studi di perugia. Attualmente frequento l'Istituto Teologico di Assisi e lavoro come educatrice in un asilo nido e doposcuola di mia gestione. Faccio parte della Gioventù Francescana.

 

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