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Nelle Sue mani

Osservo il panorama da una piccola casa in collina dove sto passando alcuni giorni di vacanza.

A perdita d’occhio, si susseguono quelli che intuisco essere campi, case, capannoni.

E mentre guardo, penso che laggiù, in fondo, in quei campi, in quelle case, in quei capannoni, vivono, lavorano, soffrono, sperano, amano migliaia di persone.

Quasi avessi un binocolo potentissimo, scruto i loro cuori, così simili al mio, e intravedo affanni, preoccupazioni, incertezze, timori, che magari occupano la mente, tolgono il sonno e forse il fiato.

E mentre il sole scende dietro la collina e l’ombra invade la pianura, immagino avanzare la notte, fuori e nei cuori.

Come vorrei regalare a quei miei fratelli uno sguardo da quassù, dove tutto appare così piccolo… Non per togliere importanza a quello che stanno vivendo, come fa chi ti dà una pacca sulla spalla e ti dice “Su, non è niente” quando tu sai benissimo che non è “niente”, ma perché mi piace pensare che questo è lo sguardo di Dio, che tutto vede e nel suo cuore tutto accoglie, anche se piccolissimo e apparentemente insignificante. “Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi?”… “Eppure…” Eppure noi siamo preziosi ai Suoi occhi e nulla va perduto di ciò che si agita dentro di noi.

Allora, sentiamoci veramente nelle mani di Dio, sotto il suo sguardo amoroso di Padre, dentro il suo cuore grande di madre, sapendo che nessun problema è troppo grande per Lui.

In Gesù Egli si è fatto carico di tutto ciò che ci angustia.

Mostriamogli le nostre piaghe chiedendo a gran voce “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!” e portiamogli il nostro cuore reso sordomuto dalla stanchezza e dalla sofferenza e sentiamoci dire “Effatà, apriti”… Appoggiamo la testa sul suo petto, come il discepolo amato durante l’ultima cena, per chiedergli ciò che ci sta a cuore, e sentiamoci ripetere “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”.

Non si risolveranno magicamente i nostri problemi, ma sapremo guardarli “dall’alto dei cieli” e viverli in modo diverso, sapendo che non siamo soli nell’affrontarli, e che dopo ogni notte… c’è un alba di resurrezione.

 

Se vuoi rileggere i passi citati in questa riflessione cerca nei vangeli:

  • Luca 17,11-19 (i dieci lebbrosi)
  • Marco 7,31-37 (il sordomuto)
  • Giovanni 13,21-26 (il discepolo amato)
  • Matteo 11,25-30 (“Venite a me...”)
Ultima modifica ilMartedì, 20 Agosto 2013 12:09
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.




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