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Pedagogia religiosa - 1

Insegnare religione e fare catechismo sono due attività molto belle.

Io ho avuto l'occasione di fare entrambe le cose.

Naturalmente c'è molta differenza tra insegnare catechismo e insegnare religione.

In parole semplici: a catechismo si insegna a diventare dei buoni cristiani. Si insegnano le preghiere. Si riflette su quello che si fa in Chiesa. Ci si prepara a ricevere i sacramenti.

Nelle ore di religione si impara a conoscere che cos'è la religione cattolica. Alle ore di religione possono essere iscritti (si dice che possono avvalersi) anche alunni che non sono cattolici.

Io ho insegnato religione in tre ordini di scuola: primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. Attualmente insegno nella scuola primaria.

È chiaro che il modo di insegnare religione cambia da un ordine di scuola ad un altro.

Quando il bambino entra nella scuola primaria deve ancora conoscere molte cose su Gesù e sulla Chiesa (con la C maiuscola, è la Chiesa cattolica). Intanto, non è detto che i genitori lo portino in chiesa (con la c minuscola, è l'edificio). Inoltre, gli alunni stranieri potrebbero essere di altre religioni. Nel mio caso, i rumeni ortodossi fanno religione. Quindi, bisogna parlare delle differenze. Prima ci conosciamo bene e poi ci accettiamo con le nostre diversità. Abbiamo tutti una cosa in comune: Dio ci ama tutti.

Secondo me, la fascia di età tra i 6 e i 10 anni (quella della scuola primaria) è molto importante per l'istruzione religiosa. I bambini cercano delle risposte e hanno ancora fiducia negli adulti: mamma, papà, nonni, zii e maestri.

Per questo motivo credo che le lezioni debbano entusiasmarli. L'insegnante spiega la lezione: parla di Gesù, di Maria e della Chiesa. Si possono fare dei disegni. Secondo me c'è un'altra attività molto importante: il canto.

Ci sono molti canti didattici a tema. Non si tratta dei canti che vengono fatti in chiesa. Sono canti che riguardano alcuni episodi della Bibbia.

Chi insegna religione o catechismo, secondo me, dovrebbe pensare a come voleva che fosse fatta la lezione quando lui (o lei) era un alunno. Io faccio così. Cerco di essere l'insegnante che avrei voluto avere. Questo non significa che i miei insegnanti non siano stati bravi, anzi.

Un'altra cosa importante è che l'ora di religione o di catechismo deve essere anche l'ora del dialogo. L'alunno fa le domande e l'insegnante risponde. L'alunno vede nell'adulto una guida. Credo che l'ora di religione non debba essere qualcosa di passivo. Per esempio: non mi sembra un fatto positivo quello di mettere gli alunni in continuazione davanti alla televisione per far vedere i DVD. A casa guardano già troppa TV. A scuola o catechismo possono dialogare con i loro simili (i compagni) e con l'insegnante.

Noi insegnanti, catechisti ed educatori non dobbiamo mai sentirci 'arrivati'. Non sappiamo tutto. C'è sempre qualcosa da imparare. È sempre meglio tenerci aggiornati. Credo che, con un po' d'impegno, se cerchiamo di svolgere bene la nostra missione di educatori faremo un servizio gradito a Dio e alla Chiesa.

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Ultima modifica ilSabato, 03 Maggio 2014 00:22
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