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Quando il gioco si fa duro gli agnelli iniziano a belare!

Fino al 2006 circa non riuscivo a perdere! Ricordo con simpatia che ogni partita a biliardino (calcetto da tavolo) o a ping pong diventava una sfida all’ultimo sangue. Ogni gioco era uno scontro e anche a calcetto affrontavo tutto con una grinta enorme. Questo mio modo di fare mi portava molto spesso a vincere ma ora, a distanza di tempo, mi rendo conto che non ero libero. Avevo paura che gli altri mi vedessero come perdente!! Fondamentalmente molte volte si risulta essere incatenati ai giudizi degli altri! Diamo troppo potere a ciò che l’altro pensa di noi o potrebbe pensare. Gli altri non ci conoscono e purtroppo ci giudicano! Che peccato! Il giudizio elimina il fratello, anzi lo prende e lo mette sotto i propri piedi! Già, chi giudica usa il giudicato come scalino per salire in alto.

A volte quando vedo o sento ingiustizie (anche sulla mia pelle) vorrei trasformarmi in lupo e tirare fuori le zanne! 'Homo homini lupus' diceva Hobbes. Eppure da quando ho iniziato la mia conversione a Dio sto scoprendo sempre più la bellezza dell’agnello e della potenza del suo belare. Quando qualcuno mi attacca il lupo in me mi dice: “adesso Daniele distruggilo!!!” ma l’agnello in me bela e mi ricorda Gesù e mi dice:

“Isaia 53

1 Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
2 È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto.

3 Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.


4 Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.


5 Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.


6 Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.
7 Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.


8
 Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua sorte?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte.


9
 Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.


10 Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in espiazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.


11 Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà la loro iniquità
.


12 Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha consegnato se stesso alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i peccatori”.

Isaia 53 è uno dei miei passi biblici preferiti ed è parte del quarto carme del Servo di Yhwh (si legge 'Jhavè'). Rileggetelo pensando a Gesù. rimarrete stupefatti!! Dunque quello che volevo dirvi è che se uno vuole seguire Gesù deve pian piano comportarsi come ha fatto lui (almeno provarci) e non rispondere al male con il male ma “belare”. Per me “belare” è come quando Gesù si trova di fronte al Sommo Sacerdote, viene interrogato e viene schiaffeggiato! Gesù dice a chi lo schiaffeggia: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Gv 18,23). Gesù ha lo stile dell’agnello che non reagisce con le zanne ma, accogliendo su di se le cattiverie, fa capire al suo interlocutore che sta sbagliando. Non solo, lo invita a confrontarsi in modo civile e a non usare la logica della forza e del sopruso.

L’agnello oggi non va molto di moda, forse in qualche trattoria. Vivere però da agnello in questo mondo espone a durissime prove e ad essere soggetti agli attacchi di fratelli che non ti capiscono. Eppure questo agnello (Gesù) è andato avanti fino alla fine e ha vinto (morto e risorto).

Ho compreso che quando in me il lupo grida vendetta deve rivolgere i suoi ululati verso l’agnello per lasciarlo belare.

Isaia 65,25

Il lupo e l'agnello pascoleranno assieme,
il leone mangerà il foraggio come il bue,
e il serpente si nutrirà di polvere.
Non si farà né male né danno
su tutto il mio monte santo»,
dice il SIGNORE.

Che bello!! Il lupo e l’agnello dimoreranno insieme!! E il risultato sarà che non si farà più male e danno… sapete perché? perché l’agnello prenderà su di se il male! Lo spegnerà su di se..

Grazie Gesù!! Vero agnello di Dio, vero Salvatore del mondo che spegni il male in te e ti lasci condurre fino alla croce. Incompreso, deriso, giudicato.. Tu vero Agnello.

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Ultima modifica ilDomenica, 06 Aprile 2014 19:04
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.

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