banner header
Log in

Quanto filo da torcere ti ho dato, Signore

Quanto filo da torcere ti ho dato Signore, da sempre testarda, ferma nelle mie convinzioni, mettendoci tutta la passione in esse e voltando con fermezza pagina non appena mi convincevo fossero sbagliate (e per convincermi ho sempre dovuto sperimentare, non mi sono mai fidata senza sperimentare). Ricordo l’entusiasmo con il quale mi sono buttata nello studio della filosofia, con lo spirito con il quale si parte per una grande avventura sperando che alla fine avrei individuato un qualcosa che spiegasse per intero il senso del perché veniamo al mondo per poi dover lasciarlo.

Leggevo con trasporto filosofo dopo filosofo, sempre delusa alla fine perché nessuno mi convinceva fino in fondo; nessuno offriva risposte e soluzioni complete e nell’ingenuità di quell’età pensavo, come altre compagne di studio, che ‘da grande’ avrei elaborato la filosofia perfetta. Ha il suo fascino l’adolescenza proprio per la convinzione che si possa cambiare il mondo, che si è al centro del creato, che si può scavalcare tutto e tutti, che tutto è possibile. Le filosofie insegnano tanto, non sono altro che immagini chiare delle angosce dell’uomo, delle sue ricerche, dei suoi bisogni, espressioni delle nostre fragilità.

All’epoca invece sono state solo una grande delusione. Sono tornata poi al Vangelo e negli anni ho cercato di tracciare intorno ad esso i contorni di un’ideologia che lo possa contenere, una base teorica, un’inquadratura precisa, una forma che possa rispondere ai miei dubbi, alle mie attese, per avere le risposte giuste, quelle che io volevo fossero giuste. Ma quando lo si legge con il cuore fa crollare tutto questo. Oggi so, Signore, che sei al di sopra di ogni cosa, quale ideologia umana potrebbe contenerti? Sei lì dove prima avrei dato per scontato che mancassi, nelle situazioni di disaggio, di inadeguatezza, nel dolore, nella solitudine, nella paura, dove la nostra logica è incapace di dare risposte, persino dietro le nostre fragilità, dove c’è ingiustizia, dove non vediamo un senso… in ciò che con tutte le forze cerchiamo di sfuggire perché rivestito di sofferenza e paura di non farcela, sei anche lì, soprattutto lì.

Nei primi anni dopo il comunismo ancora ci ubriacavano con l’ideologia marxista sulla fede che rende l’uomo tuo schiavo, su quanto sia debole e fragile chi vive la fede in te. Sono stata messa in crisi più di una volta da questa ideologia come da altre simili, ma oggi mi sento di dire con sicurezza che vivere la fede in te non fa per chi ha paura, per chi è debole; non lo puoi fare fino in fondo se non vuoi essere libero, se non desideri essere forte, se non hai spirito combattente, se non hai coraggio. Se ti arrendi, se ti pieghi, se hai paura la preferenza va al torpore e alla ’ sicurezza’ di una qualsiasi schiavitù. Ma la fede è una continua rivoluzione, un continuo accettare nuove sfide, è un permanente inizio, che, per qualcuno come me che ha sempre cercato linearità e sicurezza è tutt’altro che tranquillità e oppio.                                                                        

Non ti sei mai arreso con me, eppure ti ho dato filo da torcere. Ti ho negato e rinnegato con i fatti mentre ti amavo a modo mio, ti ho ignorato quando la tua voce faceva scomodo, ma non sei mai andato via. Mi hai sempre lasciato fare restando però nei paraggi, perché sapevi che prima o poi ti avrei cercato, pur inconsciamente. Mi hai lasciato sperimentare, e dall’amore con il quale ricomparivi alla fine di ogni mio fallimento sembra che non ti sia mai arrabbiato troppo. Giustifico tutto e tutti e gioco a fare il detective proprio con te mettendo in dubbio i tuoi piani, non fidandomi come dovrei, tentando di tradurre in termini umani la tua logica che per natura mi viene impedito di scrutare.

Il romanticismo di cui non privo nessun rapporto con il prossimo lo nego nel rapporto con te; non voglio più farlo, non è fair play. L’essere cerebrale comporta il rischio della speculazione; l’eccessiva riflessione, la mancata immediatezza del rispondere e corrispondere, la mancata spontaneità… io non vorrei mai essere amata così, soffrirei molto eppure è di questo che rivesto senza volere il mio rapporto con te. Dentro di me il sentire è diverso dalla forma che prende. Mi hai fatto capire più di una volta che provi gelosia, una gelosia diversa da quella che proviamo noi. Ma come potrebbe essere diversamente quando prima di nascere al mondo sono nata dentro di te? Ti appartengo, sono tua da sempre. Il tuo amore perfetto, che avvolge senza opprimere, che lascia libere le mie scelte, che perdona, che sa attendere in silenzio il ritorno mi mette in imbarazzo.

Quando pensavo non ci fosse alcuna via di ritorno ho provato rabbia per averti conosciuto; senza di te non c’è vita, non c’è senso, ma solo vuoto profondo e tanta solitudine. Qualcuno ti ha definito seduttore. Lo sei, non passi mai senza lasciare traccia, e dopo aver provato la bellezza della vita in te sei rimasto il mio desiderio più grande, il richiamo più forte; mi hai sconvolto la vita, più ne ho avuto di te e più ne ho desiderato.

Mi sono persa migliaia di volte, ma come diceva un amico, è come quando in casa perdo gli occhiali: anche se con difficoltà, so muovermi lo stesso nelle stanze e arrivare agli oggetti più importanti. Mi hai insegnato la fedeltà, la pazienza, l’ascolto, vivere, amare… e la mia vita è ora paragonabile alla rotazione sincrona di un satellite che non posso più controllare, attorno a te, e questo non devi mai permettere di cambiare.

E’ bello e appagante vivere in tua presenza, Signore. Mi sorprendi sempre, non mi dai tempo per annoiarmi. Ti fidi di me anche quando io non mi fido, ma so di dover reagire perché ovunque porti i miei passi lo fai perché credi davvero che me la posso cavare. Quante cose potremmo fare se solo pensassimo che Dio onnipotente crede in noi, spesso in maniera inversamente proporzionale alla fiducia che gli diamo? Dove io non posso, tu puoi. Come potrei resistere al tuo fascino travolgente, alla tua continua offerta di libertà autentica contenuta nella Parola, alla prospettiva di un’eternità in tua presenza, al tuo amore?

Aiutami ad essere sempre più permeabile, accettare con serenità i tuoi piani, accoglierli con fiducia anche quando non sono ciò che attendo, abbandonarmi a te, perché questa esistenza temporanea è dono e va vissuta a testa alta. Sono pienamente convinta di questo è vorrei non trovare più difficoltà nel dimostrartelo, vorrei poter vivere come sento. Non ti sei mai arreso con me, ed io sento di dover arrendermi dinanzi a te e dinanzi a me stessa; il continuo andare contro è inutile, mi svuota di energie e poi… vinci sempre tu.

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Maggio 2016 14:20
Andreea Chiriches Leone

Sposata e mamma, laureanda in lingue e culture straniere, professa perpetua nell’Ordine Francescano Secolare.
Autrice del blog “Passione di Cristo, passione per la vita” , raccolta di riflessioni condivise nella speranza che possano rivelarsi utili, come spesso si può rivelare utile una parola, una prospettiva diversa, l’esperienza condivisa.

Sito web: https://deealeonedei.wordpress.com/



Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?