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I sogni (proibiti) di un giovane prete alto di statura, e (speriamo!) anche di cuore pastorale

Mi ritrovo a condividere, ormai molto di frequente, alcuni pensieri, alcune riflessioni inerenti tematiche di matrimonio, vita di coppia... Insomma, argomenti che hanno a che fare con relazioni, tra le persone. Vorrei dedicare un "post" ad una categoria che coinvolge ogni singola persona, e che da secoli sicuramente motiva curiosità e porta a porgere l'attenzione con quella parte di noi che non "dominiamo": la categoria del SOGNO.

Ed ecco allora il desiderio di "pubblicare" quelli che sono 5 sogni, nel 2013, di un giovane prete...


1) Sogno di vivere e "praticare" una chiesa dove prima di messa c'è uno spazio per stare assieme, raccontarsi la settimana, scambiare quattro parole. Una chiesa dove ciò che si vive è un invito a cena, alla stessa tavola, non per persone che, invitate, ma preferiscono starsene in disparte e ben distanti dal "pasto imbandito". Una chiesa dove la celebrazione non è un "tuttofare" del ministro consacrato di turno, ma dove ciascun invitato dà il meglio di sé, partecipando e vivendo attivamente l'atto liturgico. Una chiesa dove quanto si celebra dentro, viene poi vissuto fuori, non separando la domenica dalla ferialità quotidiana. Una chiesa dove, al termine della celebrazione, ognuno non sfila via come un razzo, ma con gioia condivide un aperitivo o un caffè con gli altri "familiari cristiani". Una chiesa dove non solo si trovano persone in età avanzata (che ci vanno spesso per tradizione-abitudine), ma anche famiglie e giovani che possano dare un'immagine "contagiosa" del bene divino, non monotona, ammuffita, e totalmente tradizionalista!

2) Sogno persone che, lungo la strada, hanno il coraggio di "perdere tempo" nel fermarsi per salutarsi, per bersi un caffè insieme al bar nuovo appena inaugurato; persone che, appena arrivano in un nuovo paese si trovano la sorpresa di famiglie che preparano loro una festa di benvenuto. Persone che si prodigano per far crescere collaborazione con i vicini di casa, di appartamento, della via...

3) Sogno che ogni persona, prima di essere cercata per qualche favore o richiesta, possa beneficiare dell'abbraccio affettuoso dell'altro: preti che abbracciano i propri parrocchiani, e parrocchiani che abbracciano i loro preti, le loro suore... Sogno mamme e papà che, al mattino appena alzàti e alla sera prima di andare a letto, si abbraccino, e abbraccino i loro figli, sussurrandosi con le parole, ma prima ancora con il cuore: «Ti amo!», e «Vi vogliamo bene!». Sono famiglie dove al centro c'è il bene di tutti, dove non ci sono violenze, divisioni, separazioni, che tanto male fanno al mondo intero!
Sapete che effetto soprattutto per chi vive abitualmente in un clima interiore freddo e solitario? Sogno che un paese possa darsi come "carta d'identità" l'effondere sorrisi, pace e bene in abbondanza, sempre!

4) Sogno persone che hanno perso qualche caro, non lasciate sole dopo le esequie, ma sostenute (anche economicamente, perché no?), accompagnate e amate da tutta la comunità; sogno persone che, nel momento del bisogno, possano trovare sempre porte aperte per condividere sofferenze e problemi; sogno un abitare dove prima dell'«io» viene sempre e solo prima il«noi»!

5) Sogno che il modo di far festa dei giovani sia direttamente proporzionale con la gioia che provano due fidanzati quando si incontrano; sogno che le categorie della droga, dell'alcool, del fumo siano sostituite dalle categorie dell'affrontare le difficoltà, dall'imparare a vivere da chi non ha niente (o quasi) di materiale, ma tantissimo di spirituale; sogno una brezza che prende dimora nell'animo di ogni persona umana, maschio o femmina, neonato o anziano, malato o sano, europeo o africano... e che realizzi un arcobaleno i cui colori sono il rosso dell'amore, del fuoco nel nostro cuore; il verde della speranza che vince la paura, lo sconforto, la solitudine; il giallo che illumina e riscalda come il bene; il blu che richiama l'immensità, la profondità del mare; l'arancione che porta a ricordare come i frutti sono il risultato, non l'anticipo dei fiori; l'indaco, che ci fa prendere coscienza che il mondo, in fondo, è espressione di un paradiso già qui, se lo vogliamo; il violetto, che inebria di profumo quanti scelgono la semplicità, la fedeltà agli impegni assunti.

Sognare non costa nulla, si dice...
... allora, non fare che i sogni diventino la tua vita, ma fai della tua vita un sogno.

Con grande stima e riconoscimento per coloro che apprezzano e trovano qualche frammento di gioia e ricarica nelle parole che scrivo,
Don Federico Fabris

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Ultima modifica ilSabato, 11 Gennaio 2014 14:48
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.

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