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Speranza

Mi ritrovo spesso ad ascoltare persone, giovani e meno giovani che dentro hanno un anelito grande, anzi grandissimo di felicità che però viene soffocato, coperto, mascherato, annientato per vari motivi e spesso tutti validi e ragionevoli. Questo anelito sparisce dalla consapevolezza ma rimane li come una piccola barca all’orizzonte, alla deriva nella vastità del mare della vita. Solo se ti fermi a guardare, a scrutare verso l’orizzonte riconosci esserci quel punto, quell’oggetto… e se ti inquieta e ti da quasi fastidio allora forse provi a recuperarlo e a cercare di capire cosa sia!

Non è semplicemente una felicità conclamata, clamorosa, esagerata, ma è quella semplice voglia di libertà dell’essere, della compiutezza dalla vita, della semplicità delle relazioni, della verità del vivere che si dipana in un semplice quotidiano e che spesso manca perché siamo sempre rivolti ad altro, sempre proiettati troppo in avanti o rivolti troppo indietro. Può sembrare questa una classica ‘lamentatio’ generale su come va il mondo e invece vuole essere un invito a riacciuffare (recuperare era troppo banale) i nostri desideri, quello che sotto sotto mi fa muovere dal divano, mi fa lasciare da una parte quello che occupa troppo e inutilmente vita mentendo, e mi apre un altro orizzonte.

Su quella barchetta non solo bisogna salirci ma bisogna continuare a starci; a volte è difficile e a volte sembra impossibile, ma a volte è proprio fantastico. Ecco qua la nostra gioia, riuscire a mettere insieme tutto continuando a guardare un orizzonte meraviglioso e continuando a diventare sempre più quello che siamo.

Qualcuno dice che la vita è troppo breve per non essere vissuta, a me piace dire che la vita è troppo breve per aspettare domani. Siamo stati creati per essere “amati e amanti”, “buoni”, “belli”, “felici”, “contenti”; questo è il nostro orizzonte. Per non dimenticarcelo tocca starci non solo davanti ma proprio dentro.

Una canzone di un musical di qualche anno fa dice: “Five houndred twenty five thousand six houndred minutes, how do you measure a life of a man? How about love!!”.

Ce lo dedichiamo.

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Sr. Fabiana Benedettini

Suora francescana innamorata del Signore oltrechè della gente. Mi piace ascoltare (e osservare.....a volte siamo un po' come i puzzle che dobbiamo trovare i nostri incastri per trovare un senso e una bellezza) le persone, ma soprattutto mi piace voler bene alle persone e per questo ogni tanto il cuore mi fa male. Ho studiato lingue e letterature straniere e poi scienze religiose. Mi piace fare lavoretti utilizzando le mani...legno, cuoio, etc. mi piace anche leggere romanzi polizieschi, vedere i film di azione, cantare a squarciagola 

Desiderio grande1: andare in Terra Santa, negli Stati Uniti e in Australia (chi mi accompagna)??

Desiderio grande2: prendermi un mese per poter andare a trovare un po' di persone

Desiderio grande3 ma forse è il primo: lasciare il segno in questa vita...




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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?