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E il verbo si è fatto carne

Mio Signore, instancabile ti riveli nascondendoti e ti nascondi rivelandoti al mio cuore assettato di te; un cuore che ti invoca senza sosta e che, con la stessa assiduità inciampa in polvere e nulla, eleva confini di terra e fumo, allontanando l’anima dalla sua sorgente di pace, sollievo e ristoro. Semini nell’essere umano la sete di assoluto, sete di te, sin dal primo respiro è questo che ci salva.

Signore, nasci ...

Signore, nasci nella vita di chi non ha coraggio di andare avanti. Siamo fragili, indietreggiamo, inciampiamo, cadiamo e ci fermiamo, temiamo le strade non percorse. Non è facile prendersi il fardello e incamminarsi in delle vie prive di impronte. Nasci dove c’è bisogno di osare, perché crederci annulla le distanze. Quello che non può il corpo, può sempre l’anima, non siamo altro che un miscuglio equilibrato di materia e non materia.

L'eredità del Natale

Sono da poco finite le feste natalizie. Con il Battesimo del Signore è iniziato il tempo ordinario, ma i significati profondi di ciò che abbiamo vissuto durante le feste resta, è per sempre, e chiede di poter sedimentarsi nei nostri cuori e nella nostra vita. Nei suoi Sermoni, Papa Leone Magno rivolgeva a tutti l’invito a gioire per l’entrata di Gesù nella storia, per il natale della vita; Lui che "toglie il frutto della morte e ci riempie con la letizia della promessa di vita eterna" (Leone Magno, Sermoni, 21)

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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?