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Potrei guardarti con gli occhi di Dio…

Tempo fa mi capitò di leggere una bella storia. Brevemente riassunta è la storia di un monaco che viveva sul Monte Athos. Sempre ubriaco era causa di scandalo per i pellegrini. Il giorno che lasciò questo mondo alcuni fedeli, visibilmente sollevati, andarono con grande gioia ad avvisare il superiore. Egli rispose loro di aver già appreso della sua morte: aveva visto un battaglione di angeli scesi per accogliere la sua anima.

Chiesa e giovani - 4

7) Come un luogo in cui tutti si conoscono e tutti vengono valorizzati per le loro potenzialità. Un luogo ricco di attività dove i più giovani possano sentirsi responsabili a seguito di iniziative sui più piccini e dimostrassero quello che valgono e quello che Dio ci da la possibilità di fare ogni giorno. I più adulti possono insegnare ai più giovani e formarli nello stile educativo per i più piccini (capibili di più da loro in quanto vicini come età alle loro richiesta). lo immagino un luogo dove il confronto generi discussione costruttiva, dove ci si possa esporre senza essere giudicati e sopratutto dove la messa della domenica sia un'occasione che nessuno si sente di perdere perché nel nome di Colui che accompagna tutti quotidianamente ci si ritrova tutti assieme come una vera comunità; dove le famiglie possano staccare dal “tran tran” quotidiano e fare una chiacchiera o dei pranzi dopo la messa, e allo stesso modo i loro figli possano iniziare a considerare tutto ciò come un luogo di fede si, ma anche di incontro e benessere/divertimento. Immagino la chiesa decorata, animata nelle messe. Immagino una chiesa aperta e non ottusa nelle richieste dei fedeli e al passo con i tempi non tralasciando ciò che dice il vangelo (ciò che spesso succede ahimè). Un patronato zeppo di gente, con biblioteca per lo studio e spazio ricreativo dove "staccare", e che sia partecipe ed integrata con le iniziative cittadine. Ecco... questo credo...

Quando Dio fa il bastian contrario

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Matteo 5,17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Il "giudizio" di Dio - 3 parte

lun11apr2Come abbiamo avuto modo di vedere nel precedente articolo, il “RIB” è un altro modo di fare giustizia: nel “giudizio” si accusa il colpevole per condannarlo. Nel “RIB” si accusa il colpevole per perdonarlo.

Lo scopo del “RIB” è infatti perdonare. Se colui che ha sbagliato dice che è dispiaciuto del male commesso, se pone alcuni segni che manifestano concretamente il suo proposito di cambiamento, diventa possibile cancellare il passato e ritrovare la perfetta intesa, nella verità della riconciliazione. Appare chiaro che la vittima, cioè la parte lesa, ha il potere sublime di far incominciare una nuova vita.

Se il “RIB” funziona e quindi il cuore del peccatore arriva ad essere toccato, viene fatta giustizia nel senso che l’ingiusto smette di essere tale. Non è come nel tribunale dove io rendo l’ingiusto incapace di fare del male, perché semplicemente gli lego le mani; l’effetto del “RIB” invece è che io trasformo colui che è ingiusto in un uomo che è ritornato ad essere giusto, perché con il “RIB” l’ingiusto smette di fare il male.

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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?