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Sei un tesoro

Un uomo non credendo al suo valore, alla sua preziosità, era fuggito da Dio. Ascoltando le voci che lo giudicavano in base ai criteri dell’apparire si era cacciato in una buca e si era ricoperto di fango e terra. Triste, depresso, si cibava dei vermi e dell’acqua che cadeva dal cielo.

E il verbo si è fatto carne

Mio Signore, instancabile ti riveli nascondendoti e ti nascondi rivelandoti al mio cuore assettato di te; un cuore che ti invoca senza sosta e che, con la stessa assiduità inciampa in polvere e nulla, eleva confini di terra e fumo, allontanando l’anima dalla sua sorgente di pace, sollievo e ristoro. Semini nell’essere umano la sete di assoluto, sete di te, sin dal primo respiro è questo che ci salva.

Signore, nasci ...

Signore, nasci nella vita di chi non ha coraggio di andare avanti. Siamo fragili, indietreggiamo, inciampiamo, cadiamo e ci fermiamo, temiamo le strade non percorse. Non è facile prendersi il fardello e incamminarsi in delle vie prive di impronte. Nasci dove c’è bisogno di osare, perché crederci annulla le distanze. Quello che non può il corpo, può sempre l’anima, non siamo altro che un miscuglio equilibrato di materia e non materia.

Vuoi tenerlo?

Quando aspettavo mia figlia, tenevo un diario. Ricordo il senso di inadeguatezza di fronte a quell’evento, di fronte alla creatura che sarebbe nata, ai suoi bisogni, alle sue richieste. La sera prima di affrontare il cesareo, scrivevo: “E domani, domani… domani lo so… lo so che si passa il confine… Sono pronta? Siamo pronti? Domani ci sarà una creatura che dipenderà in tutto e per tutto da me… da noi.

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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?