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Un raggio nel buio (seconda storia)

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Cari amici,

questo nuovo percorso nasce dai bellissimi incontri che ho fatto durante il mio servizio in ospedale.

Quando incontri la sofferenza il tuo cuore cambia, le lacrime scavano in profondità.. la vita acquista tonalità nuove e si impara ad accogliere le persone. Durante questo prezioso servizio ho incontrato centinaia e centinaia di fratelli e sorelle che si sono trovati una croce sulle spalle e volenti o non volenti hanno dovuto percorrere delle vie crucis più o meno lunghe. Finché si è in salute e tutto va bene.. è facile avere fede! Nella croce, li esce la verità. Questo percorso si chiama: “un raggio nel buio” non perché la mia presenza tra i malati sia stata il raggio (forse a volte..) ma perché ho incontrato persone speciali che nel buio della sofferenza mi hanno fatto intravedere il raggio di Dio. Questo percorso vuole esaltare l’azione di Dio che è il Signore della vita e agisce ovunque.. anche tra i moribondi!! Racconterò semplicemente delle storie.. e spero che questo possa muovere il cuore verso Dio e affrontare la vostra croce in modo diverso!

La seconda storia di cui voglio parlarvi mi ha segnato il cuore e soprattutto ha mostrato la mia iniziale meschinità per poi portarmi a vedere la bellezza dell’amore e quindi Dio. Nel servizio ai malati è molto più quello che si riceve di quello che si da eppure una parte di te.. quando le persone ti ringraziano, si riempie di orgoglio e credi veramente che puoi salvare le persone o per lo meno che le stai cambiando. Ecco chi ha fatto o fa questo servizio o altri simili mi può capire.. è come una croce e al tempo stesso ti credi un super man ma in realtà siamo solo dei semplici Figli amati. Girando nei corridoi dell’ospedale un giorno ho visto una ragazza che aveva perso molto peso (anoressia), l’istinto del super eroe mi ha spinto ad andare a conoscerla e in qualche modo trovare parole per aiutarla.. dopo una conoscenza iniziale provai in tutti i modi a dire qualcosa che potesse aiutarla.. eppure nulla. Ogni giorno passavo a salutarla e dopo una chiacchierata semplice cercavo il modo di poterla aiutare.. lei mi guardava con i suoi bellissimi occhi ed era incuriosita da tutto il mio bene. Il mio però era un bene sporcato dalla mia vanagloria: cercavo il mio successo.. nel profondo volevo che lei guarisse per poter dire o potermi dire:” E’ guarita! Ci sei riuscito!! Bravo Daniele”.

I giorni passavano e piano piano incominciavo a capire che stavo sbagliando.. Una sera rimasi spiazzato. Questa ragazza che per privacy chiameremo Francesca mi disse: “ma perché vieni qui?” Io mentii.. mi inventai una scusa e tornando nella mia stanza, sdraiandomi sul letto mi sentivo smascherato: “Ipocrita!”

Stavo usando quella ragazza per la mia gloria!! Decisi di essere sincero. Il giorno dopo presi una decisione e con tutto il mio fragile cuore nel modo più semplice che potevo le dissi: “Francesca ti voglio dire una cosa: sia che tu pesi tanto o poco io ti voglio bene!! Così come sei!!” La reazione fu bellissima!! Mi abbraccio! Ecco nel momento in cui avevo deciso di amarla così com’è.. qualcosa si era mosso. I giorni passarono e l’amicizia divenne ancora più forte, più intensa.. più vera..

Dio era nel “Ti voglio bene sincero” era anche nel suo abbraccio spontaneo.                                                              

Un abbraccio                                                                                                                               

Daniele

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Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.

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