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Unificare la propria vita

Quanti di voi hanno la sensazione di ‘perdere tempo’ quando fanno qualcosa, o di dedicare troppo tempo per un’attività a discapito di un’altra che ci appare più importante? Quanti hanno la sensazione a fine giornata di non aver fatto tutto o abbastanza in relazione a quanto ci si era programmato di fare? Quanti magari si sentono frustrati per aver addirittura fatto tutt’altro rispetto a quello che avrebbe desiderato fare in quella giornata?

Anzitutto ti confido che a me succede spesso, anche con Dio! Mi trovo ad esempio a pregare e ad avere la sensazione di perdere tempo, sottraendolo alle cose più pratiche da fare il tempo che dedico alla preghiera. Viceversa, a volte ho come la percezione di dover pregare di più dando meno importanza alle tante, a volte troppe preoccupazioni che il quotidiano mi pone davanti. Preoccupazioni relative al lavoro, alle attività, agli impegni.

Se ti ritrovi in quello che sto dicendo, probabilmente anche tu ti sarai fatto questa domanda: “Ma perché c’è sempre questa insoddisfazione di fondo in quello che faccio e perchè questa vena di avvilimento fa sempre capolino sul mio operato? Perché mi accompagna spesso questa inesorabile frustrazione di rincorrere il tempo che non basta mai o perché sarebbe stato meglio fare altro?

Insomma, per farla breve sembra a volte non trovare pace e fare sempre la scelta sbagliata! Ma come faccio a capire come impiegare bene il mio tempo senza arrivare a fine giornata con la sensazione di non aver fatto abbastanza? Sembra essere condannati ad un eterno fallimento e di non ‘azzeccare’ mai la cosa giusta da fare per rientrare nella tabella di marcia! Ma qual è il metro di misura di tutto questo?

E’ come se la nostra vita fosse frammentata, divisa!

Non vi fate illusioni, non ho una risposta definitiva ma come tutti voi ho un gran desiderio di essere felice ed arrivare a quella pienezza di vita che mi è stata promessa col battesimo e che mi porta continuamente a farmi delle domande di senso e non mi permette mai di accontentarmi.

Penso che il grande traguardo dell’uomo, del cristiano anzitutto, è quello di unificare la propria esistenza intorno ad un unico centro, con la consapevolezza che la vita ha davvero una scala di priorità assoluta.

Quello che mi pare di aver capito è che il problema grande sta nel fatto che spesso questo ‘centro unificatore’ lo facciamo dipendere dalle nostre sensazioni, istinti, stati d’animo, inclinazioni, ecc… magari relativi ad un giorno. Il giorno dopo sembra essere diverso e la corsa ricomincia, cambiano le priorità, i desideri. Io penso non ci sia niente di più sbagliato! Ecco perché poi ci sembra che la verità stia sempre altrove, e in effetti lo è!

Per noi cristiani l’unificazione del nostro centro nasce da un dialogo, da una relazione anzitutto con l’Altro, con il Padre attraverso Gesù! Non c’è una ricetta per questa relazione, ognuno con l’aiuto dello Spirito Santo capisce quale sia la propria. Ma l’importanza vitale di questa relazione io la vedo sempre più chiaramente. E’ Lui che ci mostra come vivere pienamente la vita e quali siano le priorità assolute. Lui ci mostra come relazionarci col Padre, come chiedere, come ringraziare, come vivere da uomini e donne maturi. E’ un esercizio che non si fa una volta per tutte ma è quotidiano.

Spero di non scandalizzare nessuno ma mi accorgo sempre più che ogni mattina mi sveglio ‘ateo’ e devo reiniziare il mio cammino di fede anzitutto con un segno di croce mettendomi davanti al Padre e ponendomi sotto la sua benedizione. Quelle volte che lo faccio veramente ogni cosa trova la giusta collocazione, ogni attività ha il suo posto e il suo tempo. Tutto ha il sapore della vita, della gioia, della pienezza, fosse anche guardare la televisione!

Custodire e far crescere questa relazione credo sia la carta vincente! Il nostro quotidiano non dipenderà più da come mi sento, da come vedo le cose ma a partire da questa relazione sarò capace di rileggere ogni momento che vivo e la grazia che ricevo mi permette di stare dentro il mio quotidiano con la capacità di dare la giusta priorità alle cose, alle relazioni con gli altri, alla gestione del tempo. Nulla mi sembrerà più una perdita di tempo ma tutto ha un senso. Perché sarò capace di scegliere e non ‘farmi segliere’ dagli eventi.

Lo Spirito Santo ci aiuti ad intessere questa relazione col Padre in modo autentico e vivere in pienezza!

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Ultima modifica ilMartedì, 02 Febbraio 2016 10:33
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info



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