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Viaggiare. Vediamo quello che siamo.

Il viaggiatore di Dio, un bel appellativo che Borelli attribuisce in uno dei suoi libri a papa Roncalli; varie missioni apostoliche all’estero, le prime visite alle parrocchie romane, memorabili incontri ecumenici… titolo ispirato. Ma come sarebbe il ‘’viaggiatore di Dio’’ nel senso meno letterario della parola? Che cosa cerca durante il viaggio? Che aspettative ha dalla vita, dagli altri, dal mondo? Cos’è poi il viaggio? E in tempo di vacanze viene da chiedersi anche quale sia l’atteggiamento che dovrebbe caratterizzare un cristiano che viaggia.

L’approccio al viaggiare ha molte sfaccettature, tante quanti sono i modi di sentire, di pensare, di vivere. Lo stile che ci caratterizza nel percorrere il cammino della propria vita è in genere lo stesso che adottiamo quando viaggiamo per piacere. Si parte spinti da diverse motivazioni (necessità di riposarsi, di conoscere, a volte si parte anche per necessità di lavoro, o semplicemente per cambiare aria). Il viaggio è questo, partire, e indipendentemente dalle motivazioni, compiere qualcosa di positivo per sé stessi.

Diceva Pessoa in uno dei suoi scritti che vediamo quello che siamo. Infatti, capita spesso di notare che, condividendo con altri impressioni su un certo luogo, evento ecc., esse siano molto diverse, talvolta contrastanti. A volte leggiamo con riferimento a vari luoghi dei sintagmi giornalistici come ‘il più bello’, ‘il più brutto ’, valutazioni soggettive e che hanno solo il valore dei semplici sintagmi.
L’uomo ispirato da Dio, desiderando la perfezione, possiede di conseguenza un alto senso critico nel valutare sé stesso, senso critico che però deve abbandonare quando sotto la lente ci sono gli altri, il mondo. Perché la vita non è dipinta solo di bianco e nero, siamo noi che a volte scegliamo di vedere solo gli estremi dello spettro. Dio guarda le cose da una prospettiva superiore alla nostra, da quella dell’isolamento dal ‘giusto’ e dall’ingiusto’, dal ‘bello’ e dal ‘brutto’ che l’uomo assume secondo valutazioni limitate nel suo divenire. E infatti, quando vogliamo vedere la parte negativa di ciò che ci circonda, la vediamo sempre. Cosi come si può essere portati a vedere sempre il lato positivo. Il cristiano ha il vantaggio di essere il destinatario di un messaggio carico di speranza, che lo rende forte e positivo persino nei momenti di difficoltà, perché il cristiano sa dare un senso a tutto. Questo si rispecchia anche nel suo modo di essere e di vivere, di viaggiare nella vita e per il mondo.

Indipendentemente da ciò che sceglie di fare, da dove sceglie di andare, il cristiano si distingue sempre attraverso piccoli gesti e atteggiamenti. E’ meno scontento degli altri, più paziente, più gentile. Non ha paura della diversità e del diverso, anzi, si avvicina e si apre al diverso con facilità; chi non viaggia non conosce il valore dell’uomo, diceva un proverbio, ed è viaggiando che si vincono falsi pregiudizi. Il cristiano rispetta i modi di fare, le particolarità dei vari posti e delle varie culture. Non invade e non spoglia gli spazi. Non ha pretese, né da persone e né da mete, ma con umiltà e gratitudine ‘prende’ quello che gli si offre e gli si apre dinanzi agli occhi; come diceva Fadiman, intellettuale americano, i posti che visito non sono fatti per far star bene me, ma per far stare bene chi li abita. In un luogo nuovo si spoglia di ciò che è, e di ciò che sa già per rendersi permeabile e lasciarsi stupire. Il ‘viaggiatore di Dio’ è contento, perché non pretende lo straordinario, ma desidera cogliere l’identità e l’importanza di ogni luogo; è in tal modo che riesce sempre far emergere il fascino, il bello, il positivo. E saprà identificare nelle persone, nei luoghi, nelle cose i segni della presenza di Dio. In tal modo il viaggio segnerà sempre una crescita interiore, un modo per diventare più ricco, e siccome non indirizzato solo a vedere cose nuove, ma a sperimentare, anche un modo per allargare i propri orizzonti.

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Ultima modifica ilMercoledì, 20 Luglio 2016 09:40
Andreea Chiriches Leone

Sposata e mamma, laureanda in lingue e culture straniere, professa perpetua nell’Ordine Francescano Secolare.
Autrice del blog “Passione di Cristo, passione per la vita” , raccolta di riflessioni condivise nella speranza che possano rivelarsi utili, come spesso si può rivelare utile una parola, una prospettiva diversa, l’esperienza condivisa.

Sito web: https://deealeonedei.wordpress.com/



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