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Se uno mi ama

Se uno mi ama, osserverà la mia parola

Giovanni 14, 23-29

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dá il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.
Ascoltare o sentire?Questo brano del Vangelo lo abbiamo ascoltato domenica 5 maggio (IV domenica di Pasqua) e ancora mi persuade e mi fa riflettere. Mi sono soffermato sul fatto di "ascoltare la Parola".

Ho constatato che ascoltare è diverso da sentire: ho potuto sperimentare che io ascolto quando quello che mi viene detto in qualche modo lo assimilo, lo faccio entrare dentro di me, lo prendo a cuore, mi lascio interrogare. Se ascolto una persona e quello che ha da dirmi, un amico per esempio, ascolto il suo pensiero, la sua confidenza, i suoi desideri e questo mi mette nella condizione da una parte di conoscere meglio, dall'altra di entrare in contatto col lui, col suo mondo emotivo, col suo stato d'animo, cioè mi interesso di lui.
Posso invece sentire quello che mi dice ma la sua vita e la mia rimangono dove stanno. Questo purtroppo succede nella maggior parte dei casi oggi nella cultura in cui viviamo perché andiamo di fretta e non abbiamo tempo. Se ascoltiamo forse abbiamo la sensazione di "perdere tempo" che possiamo utilizzare per fare altro, per "fare" di più. Abbiamo la sensazione forse di essere invasi e che ci viene tolto qualcosa. Il rischio grosso invece è quello di "perdere" un amico, un incontro, una relazione. In ultima analisi di rimanere soli e oggi mi pare che abbiamo tutto, sappiamo fare tuto ma siamo profondamente soli! Non ci incontriamo più.
E così è della Parola che il Maestro ci ha dato su cui riflettere: "Se uno mi ama, osserverà la mia Parola"... ma possiamo anche rigirarla e dire "Se uno osserva la mia Parola è perchè mi ama". Già, si ama quando si ascolta e si ascolta perchè si ama. Come faccio a dire che amo Gesù se non mi interesso a Lui, a quello che ha da dirmi? Come faccio a dire di essere cristiano cioè imitatore di Gesù se non mi ha persuaso, non mi ha convinto? Se la sua vita non mi piace, se non mi appassiona, non mi fa sorridere quando ascolto la sua Parola o mi fa arrabbiare? Davvero c'è tanto bisogno di riscoprire il valore dell'amicizia con Gesù, esercitandola anzitutto tra noi: "Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede" (1Gv 4,19). C'è davvero bisogno di riscoprire il Maestro e, quando leggiamo la sua Parola, di interessarci a lui, ai suoi sentimenti, a quello che ha da dirci perché davvero è l'unica persona che merita di essere imitata!

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 15:02
  • Citazione: Gv 14, 23-29
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info



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