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Sei un grande Gesù! 6 Parte

Vita e storia di Gesù di Nazareth

Vari passi del Vangelo

Un aspetto molto bello di Gesù che vorrei sottolineare in questo articolo è la sua relazione con il potere. L’argomento è vastissimo e presenterò alcuni frammenti che comunque metteranno in luce la grandezza del Cristo.

Nel fiume Giordano Gesù viene battezzato dal Battista e questa esperienza è sicuramente importante per il Cristo che decide poi di andare nel deserto di Giuda per un certo tempo. Nel vangelo di Matteo il periodo di digiuno di Gesù fu di 40 giorni. A livello storico è molto probabile che questo numero sia simbolico e il riferimento immediato è il periodo del deserto del popolo ebraico. Come il popolo ebraico rimase 40 anni nel deserto così Gesù passò 40 giorni nel deserto. Non solo! Matteo fa un parallelo molto forte tra la figura di Mosè e Gesù.

Mosè e Gesù:

  • Scamparono entrambe ad una strage di bambini
  • Uscirono dall’Egitto
  • Trascorsero un periodo nel deserto
  • Mosè ebbe i 10 comandamenti su un monte e Gesù donò le beatitudini su un monte.

Ci sono anche altri paralleli. Diciamo che Matteo scrivendo ad ebrei divenutii cristiani ha voluto mostrare uno stretto parallelismo!

Bene, sicuramente Gesù rimane nel deserto a pregare per lungo tempo e nel frattempo Satana deve averlo scrutato a lungo. Il demonio sa che le persone sono più fragili dopo un lungo periodo di normalità, non all’inizio di un’esperienza spirituale. Voglio dire che chiunque abbia fatto un ritiro spirituale, tornando a casa, i primi giorni avverte una grande felicità. Dopo alcuni giorni di quotidianità arriva la tentazione che tutto sia stato un semplice episodio e che in fondo Dio è lontano e in qualche luogo isolato. Ecco Satana deve aver pensato pressappoco così: “Ora Gesù ti lascio in pace alcuni giorni ma fra non molto ti attacco!”.

Le tentazioni presentate sono tre. Mi interessa sottolineare la tentazione del potere. Satana propone a Gesù quello che a tantissimi uomini fa gola ovvero avere il potere sul mondo!! E’ una tentazione fortissima e come unica richiesta per Gesù è quella di prostrarsi al Nemico e rinunciare così alla sua missione. Gesù risponde con la forza della parola di Dio e vince!

Ma perché Gesù non ha accetto? Come intendeva il regnare sulla terra? O meglio: cosa significa “Regno di Dio” o “Regno dei Cieli”.

Matteo parla di Regno dei Cieli ma la parola ‘Cielo’ è l’equivalente della parola ‘Dio’[1]

Perché Matteo usa la parola “Cieli”? Perché scrive agli ebrei diventati cristiani e per rispetto al comandamento di non nominare il nome di Dio invano, preferisce usare un “sinonimo”.

Quindi dire: “Regno di Dio” o “Regno dei Cieli” è la stessa cosa. Quando parliamo di questo Regno dobbiamo comprendere il suo succo fondamentale:

Non si parla di un regno futuro o ancora da instaurare, bensì della sovranità di Dio sul mondo, che in modo nuovo, diventa realtà nella storia. Gesù annuncia semplicemente Dio, cioè il Dio vivente, che è in grado di operare concretamente nel mondo e nella storia e proprio adesso sta operando. Ci dice: Dio esiste. E ancora: Dio è veramente Dio, vale a dire, Egli tiene in mano le fila del mondo. L’aspetto nuovo ed esclusivo del messaggio consiste nel fatto che Egli ci dice: Dio agisce adesso – è questa l’ora in cui Dio, in un modo che va oltre ogni precedente modalità, si rivela nella storia come il suo stesso Signore, come il Dio vivente. Per tanto la traduzione “regno di Dio” è inadeguata, sarebbe meglio parlare dell’essere Signore di Dio oppure della signoria di Dio[2].

Compreso meglio il concetto di Regno di Dio per Gesù andiamo a vedere un episodio dove secondo me è stato veramente un grande!!   

Gesù si trovava su una riva del lago di Tiberiade (Gv 6,1), lo seguiva una grande folla e salendo su un monte invita la gente a sedere. Di fronte a una cosi grande moltitudine Gesù moltiplica dei pani e dei pesci! Riesce a sfamare circa 5000 uomini! Di fronte a un così grande miracolo la gente cerca di farlo re!! “Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: “Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!”” (Gv 6,14). Sembra qualcosa di buono vero? Eppure queste persone hanno frainteso il messaggio di Gesù. Loro vogliono instaurare un messianismo politico. Gesù comprende questo e si ritrova nuovamente difronte alla tentazione del deserto: “prostrati a me e ti darò i regni della terra”. Gesù rivive sotto un’altra forma la tentazione del potere! E’ li a portata di mano.. basta dire: “eccomi sono il vostro re!!”. Gesù riconosce profondamente che le persone non avevano compreso il messaggio del Regno di Dio. Se il regno di Dio è il modo in cui Dio è Signore nel mondo, in gioco non c’è solo una questione di troni, bensì l’idea e l’immagine di Dio. Se Gesù avesse accettato la proposta.. avrebbe affermato un’immagine di Dio diversa da quella che invece mostrerà nell’arrivare a lavare i piedi agli apostoli!! In gioco quindi c’è il modo di intendere Dio. Un Dio forte da una parte e un Dio che ama dall’altra. Gesù ha in mente il Servo di Yhwh e sa che l’essere Messia passa attraverso quella strada! (Isaia 53) Per comprendere meglio bisognerebbe leggere i 4 carmi del Servo di Yhwh che trovate nel libro di Isaia. 

Quindi per me è un grande perché rinuncia alla gloria, al potere!! Fugge!! Sa che la sua missione può fallire e preferisce scappare!! “Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo” (Gv 6, 15)

Scusate.. non è un grande?? La folla è tutta per lui… lo vogliono fare re!! E lui che fa??? Scappa sul monte! Che forza hai avuto Gesù. Quante devi aver sofferto nel vedere il fraintendimento. E poi stare sul monte solo.. con la frustrazione di chi sa che un grande gesto come la moltiplicazione dei pani ha generato incomprensione!!! Gesù sei proprio un grande!!

Pensate quando verrà coronato di spine e sulla sua croce ci sarà scritto: “Il re dei giudei”. Forse saranno ripassate in mente a Gesù tutte le volte che ha avuto l’occasione di essere un re politico (nel deserto e dopo la moltiplicazione). In croce Gesù mostra un essere re che non riusciamo tanto ad accettare. L’amore fino alla fine per il Padre e per gli uomini lo ha portato a lasciarsi consegnare fino alla morte di croce. In croce c’è l’amore di Gesù per il Padre e per gli uomini. In croce c’è l’amore… e l’amore molte volte viene calpestato e anche preso in giro ma sempre, anche se non compreso, regna e le spine della sua corona sono il segno che un bellissimo fiore è li presente: “Gesù di Nazaret”.


[1] Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, pag.78, Rizzoli.

[2] Ivi, 79.

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Ultima modifica ilMercoledì, 19 Marzo 2014 00:37
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.




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