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Faccia da quaresima

C’è un’espressione nel nostro parlare comune che dice molto del nostro modo di vivere questo tempo speciale che si è aperto con il Mercoledì delle Ceneri e ci porterà alla Pasqua di Resurrezione: avere una faccia da quaresima. Lo usiamo in senso negativo per descrivere qualcuno che ha un’espressione mesta, un volto scarno, patito.

Che tempo fa?

I giorni passano e gli eventi si susseguono ad una velocità stratosferica. Il desiderio di una vita piena ci porta ad andare la dove la felicità è presente: “In Dio”.

Libero di digiunare

artleo.com-6918

Si sente tanto parlare di digiuno, di fioretti, di novene varie... senza avere la benché minima idea di cosa sia il sacrificio; dal latino: "sacrificare", composto da "sacrum" azione sacra e "-ficium, facere" fare, rendere sacro. Oggi certe azione sembrano rientrare nella scaramanzia e fanatismo più totale; il nostro cuore è appiccicoso, si appiccica alle cose e spesso siamo distratti da queste e compiamo certe azioni meccanicamente.
Magari sei una persone che di novena non ne salta una, che digiuna e il venerdì si astiene dalle carni, poi però in famiglia non ti astieni dal mandare a quel paese tua madre, non ti astieni dal giudicare gli amici, non pratichi la pazienza.. a cosa servono i tuoi digiuni? Come abbiamo visto, il verbo sacrificare, significa rendere sacro, questo comporta un pieno coinvolgimento, una piena intenzione di donare qualcosa di noi per Dio. Quando passi del tempo con la persona amata, le doni qualcosa di te, dedicandole un pensiero, un'azione, credi che lei non si accorga della partecipazione del tuo cuore?

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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?